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Africa, quindici km. (di Bruno Pavan)

africa in camper

Quando vediamo il cartello indicatore ci scambiamo una rapida occhiata, guardiamo un’altra volta il cartello, e senza pensarci neanche dieci secondi né scambiarci parola, si decide.

L’africa in camper?
Ma cosa avreste fatto voi se vi foste imbattuti in una freccia che punta a sud e dice: Africa 15 km?

Africa in Camper

Siamo nel punto d’Europa più vicino all’Africa, Tarifa, Andalusia. Guardi a sud e vedi la costa del Marocco col profilo del monte Jabal Moussa, a solo quaranta minuti di ferry. Dunque imbarchiamo il camper e ci godiamo la breve traversata.

 Allo sbarco, le operazioni doganali si presentano subito caotiche e lunghissime. Ma sempre incontri un tipo che per alcuni dirham ti facilita le cose. Gli allungo i soldi e quasi ci strappa di mano i passaporti; per una decina di minuti aspettiamo trepidanti, ci hanno fregato i passaporti, pensiamo. Ma no, alla fine l’uomo torna e sorridendo ci porge questi ultimi timbrati.

Inizia così l’avventura, L’Africa in camper, un’avventura non programmata, non ho neanche una carta stradale marocchina decente, sarà dove il caso ci porti.

E’ bello talvolta abbandonarsi alla sorte. E la sorte ci sorride. Prima tappa Ashilla, incantevole cittadina fortificata affacciata all’Atlantico, dove spiccano due colori: il bianco delle case, e l’azzurro delle porte e delle finestre. E che posto migliore del molo per parcheggiare il camper e passare le notti ascoltando la risacca sulla spiaggia, dove dormono le barche dei pescatori!

    Comprare frutta e verdura al mercato locale è economico, ma il costo della vita è cosi basso che finiamo regolarmente pranzando in qualche ristorantino popolare: pesce fresco, verdure, cuscus, tahina, tè alla menta.

    Passano  giorni un po’ pigri, ed è infine una pena lasciare Ashilla, però la strada ci aspetta, e poi ci ripromettiamo di tornarci prima di imbarcarci per la Spagna. Promessa che manterremo con gran piacere, per riposarci del nostro periplo al sud, alle soglie dell’infinito Sahara.

    Molti camperisti viaggiano per il Marocco, soprattutto francesi, e sempre in gruppetti di due o più. Forse è una mia deduzione errata, pero è un po’ come se avessero paura di star soli. Avranno anche ragione, ma personalmente non ci siamo mai sentiti in pericolo: i marocchini si sono sempre dimostrati estremamente ospitali e gentili.

    Marrakech, ai piedi dell’Atlante, già città imperiale, patrimonio dell’umanità, con il suq (mercato) più grande del Marocco, e la famosa piazza Djemaa el Fna, di giorno scenario di acrobati, musici e ballerini, incantatori di serpenti, venditori d’acqua, di notte si trasforma in un enorme ristorante: chioschi e chioschi dove è difficile decidersi su cosa mangiare.

    Inoltrarsi nella catena dell’Atlante è una delle esperienze più spettacolari. Si superano passi sopra i duemila metri, le strade sono tutte curve e controcurve a gomito che possono stancare chi guida, ma i paesaggi mozzafiato costituiscono una incalcolabile ricompensa. Sono inimmaginabili, le rocce si tingono di molti colori assumendo forme capricciose, a volte pensi d’essere su un altro pianeta, e non è per modo di dire. Ma attenzione: non ci sono distributori di benzina.

    E poi il percorso delle kasbah, cittadine o villaggi fortificati, di argilla compatta, tipici della cultura berbera, mimetizzati nel paesaggio. E la dove c’è acqua, c’è il verde delle palme: è un’oasi. Allora incontri pastori con qualche pecora, capre, asinelli, cammelli, donne berbere vestite, a differenza delle arabe, di allegri colori e mai velate. Ragazzini che ridendo ti salutano, ti corrono dietro. Immagini che si fissano nella memoria.
Ma fra i ricordi più belli, sempre una grande umanità tradotta in gentilezza ed ospitalità. E allora, pensando a come da noi si trattano troppo spesso i “diversi”, gli immigrati, provo un gran senso di vergogna.

L’Africa in Camper

Bruno Pavan, Viaggiatore, fotografo, giornalista. Ha collaborato con riviste di viaggio di tutto il mondo , Mondo che ha girato più volte, riportando storie, immagini e sensazioni straordinarie… Vive a Maresca, In provincia di Pistoia.
Mail: brunophototext@gmail.com
Telefono: 0573 64695

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