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VACANZE IN SVIZZERA

11-19   AGOSTO 2002

Abbiamo fatto 2000km in camper e per la precisione 1956 e altri 64 km con le bici. Il primo giorno siamo andati a Bellinzona una splendida città con un castello e cinta murarie intatte, mai vista una cosa del genere in vita mia. Ecco una  foto, la prima è uno dei castelli che siamo andati a vedere in luglio, la seconda  è di Bellinzona di notte ed è anche la prima tappa del nostro viaggio.

I Castelli di notteLuzernReichenbachfall
 

FOTO:La prima è Bellinzona di notte, la seconda Il ponte simbolo di Lucerna e La terza una delle cascate dove abbiamo dormito ai piedi di questa con il camper.

La tappa in questione non era prevista perché nel Ticino non ci avrei sperato di andare in quanto il programma che mi ero prefissata era piuttosto ricco. Al pomeriggio tardo siamo arrivati a Lucerna, magnifica cittadina con un lago meraviglioso. La mattina  seguente abbiamo preso la bici e abbiamo percorso il lungo lago per arrivare in centro 12 km che però sono stati piacevolissimi. Lucerna è una città che merita proprio di essere vista, i suoi edifici dipinti con forti colori, le statue e fontane e i numerosi ponti che le da sembianze di Praga o Venezia. Il ponte più bello è interamente di legno ed è coperto e porta nel suo interno numerosissimi dipinti che raccontano la storia della città, ma ahimè erano scritti in tedesco ed il cruco è arabo! Da Lucerna abbiamo attraversato un passo di montagna e siamo arrivati a parcheggiare il ns camper in un posto meraviglioso. Ci trovavamo a poche decine di metri da una cascata che può essere paragonata a quella delle Marmore seppur in miniatura e circa a 200 metri da un’altra molto imponente, eravamo letteralmente circondati da cascate, ti giravi e ce ne erano altre tre, bella la Svizzera veramente bella.Il clima poi era ottimo, la temperatura ideale che oscillava dai 18 ai 22°, ad eccezione delle grotte  perché qui la temperatura si aggirava anche verso i 10°. Come ti stavo dicendo abbiamo dormito sotto la cascata( per  modo di dire), al mattino abbiamo fatto 2 km e siamo arrivati all’ingresso di un percorso che ci avrebbe portato in un posto meraviglioso ma al contempo un po’ pericoloso. Alle gole di Aarescluch, ma sicuramente l’ho scritto sbagliato, certi nomi sono davvero impronunciabili. Siamo entrati e non pensavo che la ns escursione sarebbe stata così entusiasmante!All’inizio abbiamo camminato su di un sentiero circondato da verde e montagna poi siamo capitati all’entrata di una grotta, qui ci siamo messi il capeweather o capeuei e l’ombrella perché la quantità di acqua era simile ad una pioggerella continua. Era quasi buio all’interno, Mattia era in groppa con il papà che lo portava con lo zainetto. Ad un certo punto il percorso della grotta si diramava e si poteva scegliere se continuare per la grotta o camminare a filo con la montagna dove sotto di noi c’era un torrente impetuoso che spumava, le gole nella roccia erano profonde e proseguivano sopra la ns testa dove il sole entrava a spiragli. Tutto era magico ma al contempo mi incuteva un po’ di paura nel vedere Mattia e Giovanni che si sbilanciavano nel camminare( spesso infatti ci si doveva abbassare in obliquo per passare e sotto c’era il fiume). Una passerella in legno lunga 1400 metri che si spingeva sempre più all’interno della montagna per poi trovare un’apertura da cui entrava il sole e dalla parete opposta sgorgare un’alta cascata , proprio come in quei film in cui vedi i protagonisti che fanno il bagno nella cascata che prosegue come fiume. Più avanti c’erano cunicoli, piccole grotte e il fragore dell’acqua era notevolissimo, insomma una cosa così sarà stata anche pericolosa( andare con un bambino così piccolo) ma ne è valsa la pena. Siccome al momento non ho foto quelle che vedi le ho scaricate via internet, pensa che ne ho fatte un centinaio Questo percorso lo abbiamo fatto al mattino ,verso mezzogiorno siamo partiti per Giessebach dove ci attendevano delle cascate favolose e per essere precisi una cascata composta da 14 cascate.Ma il modo con cui siamo arrivati è da raccontare Da prima siamo arrivati  a metà strada con il camper e la strada  era ripidissima e stretta , abbiamo trovato dei camper nel senso opposto che tornavano indietro, poi abbiamo capito il perché. La strada si faceva sempre più stretta e più pericolosa e così abbiamo optato per abbandonare l’impresa, ma non io. Io sapevo a cosa si rinunciava e siccome mia mamma e Giovanni erano un po’ stanchi mi dicevano che erano stati soddisfatti  di Aarescluch e quindi…. Ma come si poteva rinunciare?Allora proposi di fare la scalata in bici e ti dico la verità è stata dura da tirar fuori la lingua, pensati saranno stati 3 o 4 km ma la strada era in salita infinita ed fummo costretti ad accompagnare la bici e con sopra un bimbo non è il massimo, ma cosa non  si fa per le bellezze naturali? Insomma nella ns salita alle cascate abbiamo ammirato il bellissimo paesaggio del lago di Brienz  , abbiamo visto anche il ns camper in lontananza ed era veramente piccino..Il fiume AAre che si gettava nel lago era di colore marrone tanto era la sua impetuosità  e questo suo colore scuro  stonava con il turchese del lago. Dopo questa parentesi paesaggistica abbiamo continuato fino ad arrivare al punto in cui eravamo tornati indietro con il camper, una breve discesa e d un’altra salita, finalmente il rumore della cascata! Che meraviglia  e che maestosità, peccato che la telecamera non l’avevo portata con me!Pensa una cascata composta da 14 cascate, c’era un sentiero che portava a dei passaggi attraverso i quali si riusciva ad essere sempre più vicino alla cascata.Uno di questi  mi ha recato non pochi problemi.Era il più pauroso se non pericoloso anche perché il terreno era piuttosto scivoloso; c’era un ponte ma il pavimento di questo era tutto traforato e si vedeva il fondo, ovvero la cascata , con i sassi per caduta di un centinaio di metri.Ho avuto un po’ di difficoltà nell’attraversarla , non ho fatto molte foto in quel punto perché avevo paura.Non ho trovato foto  molto belle che rispecchiano la bellezza di questa cascata.Vicino c’era un albergo da turisti tipo posche o via discorrendo, un albergo del 1850, restaurato.


 

Da notare le passerelle con il fiume e le gole profonde, sotto .Le 14 cascate, ma la foto non rende bene la realtà.    Naturalmente dopo le cascate di Giessebach tutti eravamo stanchi , tranne io che ho proposto di fare  un ulteriore giro in bici e così anche se mia mamma e Giovanni non erano totalmente d’accordo abbiamo fatto altri 5 km o più. Abbiamo visitato anche la bella cittadina di Brienz, città calma e tranquilla, ma noi un po’ di tranquillità di sicuro non guastava. Ma ahimè la voglia di scoprire la  Svizzera era forte e così l’indomani avevo organizzato la tappa a Lauterbrunnen dove non poco lontano si trova una cascata spettacolare ed è l’unica visitabile in Europa , pensa che l’acqua deriva dai ghiacciai e getta 20.000 metri cubi d’acqua al secondo.Una vera meraviglia della natura. Ma non potevano mancare le foto. Ora mi convinco sempre di più di mettere su un’agenzia turistica

Le foto che ho fatto sono uguali a queste che vedi, tanto per rendersi conto osserva la ringhiera e la roccia della montagna. Tenevo ben stretta la macchina fotografica perché avevo paura che mi cascasse.Per arrivare a questa meraviglia si deve percorrere circa un 800 m a piedi immersi nel verde e circondati dalle montagne e alberi, si arriva alla biglietteria e qui si sceglie un percorso a piedi composto da centinaia di scalini che circondano letteralmente la montagna oppure più semplicemente si prende un ascensore che anziché salire in verticale sale in obliquo.Noi per salire abbiamo scelto la seconda opzione e per scendere i centinaia di scalini che saranno stati senza esagerare 400 ma anche di più.Alla fermata dell’ascensore siamo entrati nella grotta e anche qui scalini, che ossessione, incappucciati ci siamo addentrati nei meambdri della grotta, il percorso era piuttosto lungo e si alternava tra l’interno e l’esterno.

Il fragore dell’interno era tuonante incredibilmente e non si poteva parlare ma urlare, la cascata gettava miriadi di gocce ed era quasi impossibile fare foto, ma è stato bellissimo.L’esterno era pauroso perché ti vedevi questa cascata gettarsi giù giù e non si vedeva neanche la fine, ti giuro neanche la fine!

Io ero finita nell’entusiasmo, felicissima di vedere cose del genere.Un’ esperienza unica e che ripeterò e se affermo ciò è perché merita di ritornare, cosa strana perché di solito in un posto non ritorno mai.Di bambini piccoli non ce ne erano, peccato che Mattia non capisca ancora queste meraviglie! Tutti appagati e soddisfatti poi ce ne ritornammo verso le 15.00 a Lauterbrunnen dove chiaramente non ancora sazi facemmo un fuoriprogramma.La proposta questa volta venne presa da Giovanni: direzione Murren! L’unico mezzo possibile per arrivarci era un trenino, ma speciale.Un trenino rosso che saliva ad una pendenza di 55%. Il bello è che in autostrada ne avevo visto uno e mi ero detta che chi saliva lì aveva un bel coraggio, eccomi anch’io. Un’altra esperienza bella e….soprattutto la discesa poi perchè sembrava di scivolare da un momento all’altro.

    La sera siamo andati a Thun e qui sarebbe cominciata la ns tappa culturale. Abbiamo cercato a lungo dove sostare e alla fine ci siamo messi a pochi metri da un campo di addestramento militare.La mattina siamo stati svegliati dalle mitragliette dei soldati che si stavano esercitando  e dall’abbaiare dei cani.Insomma dopo una veloce colazione per paura dell’impallinamento ce ne siamo andati alla volta dei castelli. 3 meravigliosi castelli, uno più bello dell’altro, in tutti sembrava che i padroni di casa se ne fossero andati da poco; in cucina c’erano le pentole, la farina messa nella spianatoia, i cassetti aperti, nelle camere gli armadi erano aperti per far vedere i vestiti del tempo, questo nei castelli e residenze del 1850. Nel castello di Thun c’erano le armature , gli scudi e nella parte più alta vi era un’esposizione dei macchinari moderni fino alla guerra del golfo, un incrocio tra l’antico e il moderno. Thun , una bella città con la parte vecchia conservata veramente bene.Particolarmente bello il castello di Hunegg ma anche quello di Oberthofen.


 

Foto dei castelli, in ordine:THUN,OBERHOFEN E HUNEGG.

Da qui ci siamo spostati verso Montreux e abbiamo dormito a pochi metri dal castello di Chillon che l’indomani saremmo andati a visitare.Un posto trafficato,camper spiaccicato lungo la parete rocciosa dove sopra correva l’autostrada, di fianco una strada molto trafficata e sotto a noi la ferrovia.Il castello di Chillon era il classico castello che si studia alle elementari con il ponte elevatoio, i camminamenti un castello del 1200 intatto nella sua totalità.Bello da vedere anche perché essendo stato costruito su di un basamento calcareo del mesozoico donava un nonsochè di fantastico.

image overallVue depuis Villeneuve NB
 

Ecco qui qualche foto del Castello di Chillon

 Da qui abbiamo proseguito per Ginevra  toccando il suolo francese e poi avanti fino all’ultima tappa ,Locarno.Qui ci siamo fermati un giorno. Abbiamo fatto il lungo lago in bici e per concludere in bellezza e fare l’ultima pazzia Jo ci ha convinto a noleggiare una barca a motore per fare il giro del lago. Così imbarcati siamo  saliti e vedessi che bello era Mattia con il giubbottino da salvataggio arancione. Per finire siamo stati letteralmente lavati da un’onda provocata da un motoscafoLa scena è stata bella perché prima è passato il motoscafo , noi siamo scesi in giù con la barca poi l’onda ci ha fatto risalire su con il colpo di grazia, una bella onda ha lavato Jo e mia mamma , per fortuna io e Mattia siamo usciti incolumi. Non che fosse chissà cosa ma magari si sarebbe spaventato; era bello vederlo osservare il mare e come sorrideva! Ecco alcune foto di Locarno.        

     Piazza Grande

 

Che dire ancora? SVIZZERA ASPETTAMI…………….ARRIVO.

 

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