| PULPITI DEL DUOMO DI PISA E DI S. ANDREA A
PISTOIA
Prima di tutto ricordiamo i contenuti, le peculiarità, il
significato d'arte gotica: una civiltà in netta contrapposizione a quella romanica dove
le prevalenze dei pieni sui vuoti si sostituiscono ai vuoti sui pieni; dove il senso
plastico, del volume e della terza dimensione, lasciano il posto allesaltazione
delle superfici e delle linee, con un nuovo concetto delle proporzioni, dove
laltezza è dominante, il tutto allinterno di unidea di metafisica
medioevale. Queste peculiarità dominano in senso assoluto nei paesi doltralpe, là
in Francia dove nasce la civiltà figurativa gotica: laccentuato verticalismo delle
statue, con il loro incurvarsi, specie nelle Madonne, in movimenti destra-sinistra con i
corpi avviluppati in panneggi estremamente decorativi le cui pieghe sono linee senza
alcuna funzionalità legata al corpo sottostante.
Maestà col Bambino aristocratici, astratti, distaccati dal mondo
terreno, espressi con un'indifferenza assoluta per la terza dimensione.
Ben diversa è lopera di Giovanni Pisano, profondamente gotico.
ma con una carica umana d'espressiva drammaticità, alimentata da unanimata
concitazione di linee, di personaggi che si muovono in superfice (destra-sinistra).
Sicuramente le due opere più espressive sono rappresentate dai Pulpiti
di Pistoia in S. Andrea (1298-1301), e del Duomo di Pisa (1302-1310)
E bene ricordare che Giovanni fu il responsabile
dellingresso del gotico a Siena: prima per la sua cooperazione al pulpito, poi per
lesecuzione della facciata del Duomo (la prima parte). Quello fu un messaggio
raccolto subito da Duccio di Boninsegna, che divenne il caposcuola della pittura gotica
senese in contrapposizione alla scuola giottesca di Firenze.
Tornando ai pulpiti, notiamo a Pistoia analogie a quelle del padre, però con ritmi
lineari totalmente diversi: maggiore slancio, movimento più intenso. I segni
dappartenenza gotica sono anche gli archi acuti trilobi e le immagini sinuose. Linee
che non scadono mai in un decorativismo di superfice, ma obbediscono a quella nuovissima
peculiarità di Giovanni, che riesce ad estrinsecare, attraverso una drammaticità
umana, non certo consueta nellarte gotica.<?xml:namespace
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