Le sue origini sono lontane e articolate e, come tutti gli inizi delle
nuove Ere, sono il frutto di retaggi, eredità, contaminazioni e sovrapposizioni
deventi attraverso il cammino della storia della civiltà occidentale. Quella
romanica scaturisce dal rinnovato incontro delloriente con loccidente: il
ricordo vivo e fondamentale dellimpronta indelebile delle culture
greco-latina,
ellenistica arricchita dalla fantasia spontanea, ingenua, del mondo
germanico-barbarico,
che sinterpone a quello arabo-bizantino, dalle quali scaturiranno i segni
insostituibili dellamore al colore in grandiosi scenari metafisici.
Il suo concepimento è indicato dal Rinascimento
Carolingio, da cui
mossero i primi passi i Maestri Comacini: monaci benedettini, che, dalla Lombardia seppero
divulgare quellarte muratoria, che assunse, solo dallXI secolo, un carattere
universale.
I secoli turbolenti dellalto medioevo determinarono quindi il
terreno fertile della nascita del Romanico ma soprattutto quella civiltà figurativa che
è limmagine del concepimento dellEuropa, di una nuova Era, del nascere di un
rinnovato Occidente. I grandi direttori dorchestra sono Papa Gregorio Magno, che,
con la divulgazione del cristianesimo, da lui voluta, anche là dove i romani non furono
mai presenti, determinò quella latinizzazione indispensabile a preparare il terreno a
Carlo Magno per la grandepopea della fondazione del Sacro Romano Impero.
Limpero significava labbozzo, il concepimento di
unEuropa che sarebbe cresciuta, attraverso i secoli con unanime identità culturale.
Per questo Gregorio Magno passa alla storia come il padre dellOccidente.
I Maestri Comacini dunque, mossero i primi passi in questa turbolenta
situazione storica e, anche se sporadici, a noi sono giunti splendidi esempi dopere
architettoniche, che annunciano il totale rinnovamento del Vecchio Continente.
Duecento anni di maturazione della civiltà figurativa Romanica volle
dire rielaborare, recuperare, tutto un retroterra culturale fatto di rimandi storici, come
dicevamo, legati al mondo classico romano-paleocristiano, orientale-bizantino e
germanico-barbarico. Eloquenti esempi spiccano a Tuscania in S.Pietro e Santa Maria
Maggiore, dove il gusto di uno stile di massa viene già largamente espresso attraverso la
semioscurità degli interni, dalle mura massicce ed uno sviluppo longitudinale delle
strutture. Scaturisce fuori quel sentimento nordico della paura del vuoto (horror vacui)
che nellarchitettura si tradurrà in una prevalenza dei pieni sui vuoti.
NellXI secolo quindi, in buona parte dEuropa, si sviluppò
la civiltà figurativa Romanica contemporaneamente al nascere delle Repubbliche Marinare,
dei Comuni, delle Crociate, al trasformarsi del latino in volgare.
Questi fermenti dettero origine ad un lento abbandono dei villaggi
intorno ai castelli feudali ed il ripopolamento delle città, dovuto
allintensificarsi dei commerci, le vecchie vie consolari, riacquistarono la loro
importanza originaria e con loro i centri urbani. Questi furono riadattati ai nuovi tempi,
alle nuove esigenze politiche, commerciali, strategiche di difesa a di vita
quotidiana.
Nascono le nuove "polis" , concentriche ad una piazza
circondata dalla Torre Campanaria, dalla cattedrale, dal Battistero, dal Palazzo Comunale
e di Giustizia.
E' lì che le maestranze d'architetti muratori, scultori e pittori
imprimono la loro arte con forza inaudita, quella stessa energia che fece muovere il
cammino di una nuova civiltà.
Oggi, siamo spettatori e artefici della sua decadenza, per dare spazio,
forse, ad una diversa civiltà, risultato anch'essa di un incontro fra oriente o
occidente, in una visione planetaria. |