AUSTRIA, REPUBBLICA CECA E POLONIA 2003
Equipaggio: Luca
Galeotti, Lucia Vellutini, la nostra piccola Gaia (5 mesi) e Maria Rosa
Filippi (la mamma di Lucia)
Mezzo: Laika Motorpolo
9 del 1983 su Ducato 2500 D
Periodo: dal 4 al 18
settembre 2003
Km percorsi: 3.685
4 settembre
La partenza è fissata
dopo cena da Segromigno in Monte (Lucca) dove abita Maria Rosa. Prima
tappa prevista, Innsbruck in Austria per poi proseguire per Salisburgo.
Pochi chilometri di strada e comincia ad avvertire un rumorino strano nel
motore. All’inizio mi preoccupo, ma poi penso che è il solito stress da
inizio viaggio che ci fa avvertire o presagire problemi dove non ci sono e
quindi decido di mettermi l’anima in pace. Il mezzo poi risponde bene e
così il viaggio inizia e dopo Modena imbocchiamo il Brennero per poi
arrivare direttamente a Innsbruck.
A due km dal confine
austriaco i mie timori diventano realtà. La temperatura dell’acqua sale
vertiginosamente, le ventole del radiatore non attaccano e dal cofano esce
un sinistro fumo bianco…. Siamo in panne….
Ci fermiamo a dormire in
un’area per TIR e siamo a dir poco sconsolati.
5 settembre
La mattina chiamiamo
l’ACI per rimorchiare il mezzo a Vipiteno. Inutile dire che il
morale è sotto terra e che in tutti c’è il timore che la vacanza sia già
finita e che il motore possa aver subito gravi danni. Dopo un primo
rifiuto troviamo una piccola officina che accetta di riparare il mezzo. Il
motore è a posto, ma la pompa dell’acqua è andata. Promettono, nonostante
l’officina non sia attrezzata per lavorare con mezzi troppo grandi, di
restituirci il Laika per le 17 del pomeriggio.
Alla fine saranno le 18
ed il conto è di 350 euro (abbiamo dovuto anche sostituire la ruota di
scorta che era praticamente inutilizzabile….) ma il lavoro è ben fatto e
ci permette di riprendere il viaggio. C’è solo una cosa che mi preoccupa…
la faccia del meccanico quando gli ho detto che volevo arrivare a
Cracovia…. Speriamo bene.
La giornata l’abbiamo
trascorsa a Vipiteno e devo dire che la sosta è stata davvero piacevole.
Il paese è tutto lindo e molto carino.
Abbiamo perso un giorno e decidiamo di saltare
Innsbruck per puntare direttamente su Salisburgo. Prima di entrare in
Austria, all’ultima area di servizio, acquistiamo la vignetta per
l’autostrada austriaca. Costa 7,60 euro e dura 10 giorni.
La notte la trascorriamo in un’area di servizio
sull’autostrada in direzione Salisburgo, dopo aver cercato inutilmente una
colonnina Holiday Clean che dovevamo trovare presso il distributore Shell
all’uscita autostradale per Jenbach e Wiesing
Il distributore c’era, ma la colonnina no. Peccato perché per
viaggiare più leggeri siamo partiti con pochissima acqua. Faremo un po’ di
economia… Nel frattempo aggiusto anche un fanale ballerino.. si era
staccato un supporto e praticamente illuminava l’asfalto sotto il cofano…
6 settembre
Visto che l’acqua manca
decidiamo di utilizzare un camping per visitare Salisburgo. Ce n’è
uno molto comodo e ben tenuto vicino all’uscita autostradale di Salisburgo
Nord. Si chiama Camping Nord Sam e si trova a in Samstrasse, 22a (tel.
0660494)
E’ ben attrezzato; c’è il
camper service (finalmente facciamo rifornimento) e tutto quello che
serve. Spendiamo 23,50 euro (un giorno) per tre adulti ed il camper senza
l’attacco luce.
Arriviamo in mattinata e dopo pranzo visitiamo
Salisburgo che è bella come ce l’avevano descritta. Raggiungiamo la città
con un bus che passa ogni 15 minuti nei pressi del campeggio. Non
dimenticatevi di acquistare la Salisburg Card (si acquista alla reception
del campeggio). Costa 20 euro per un giorno, ma vi permette l’ingresso in
tutti i musei e l’utilizzo di tutti i mezzi pubblici. E’ davvero comoda e
alla fine anche conveniente.
Da vedere il Castello
Hohensalzburg, che si raggiunge con una teleferica e dal quale si ammira
una vista mozzafiato della città, la casa di Mozart, le vie del centro
storico dove si passeggia volentieri. Non servono comunque ulteriori
indicazioni. Salisburgo va girata senza tappe precise. E’ talmente bella
che comunque la giriate va bene.
La sera siamo stanchi
morti e ceniamo al camper e così se ne va anche questa giornata.
7 settembre
La Salisburg Card ci
permette ancora la visita al castello di Hellbroun, residenza
estiva del arcivescovo a pochi chilometri dalla città e così la mattina
lasciamo definitivamente il campeggio, imbocchiamo l’autostrada ed usciamo
a Salisburgo Sud. Non utilizzate il parcheggio in fondo alla strada.
Arrivando conviene parcheggiare sul lato sinistro. Il Castello si trova a
pochi chilometri dall’uscita dell’autostrada. E’ stato costruito da un
architetto italiano, con il suo bellissimo parco e gli originali ed
innovativi giochi d’acqua (per il tempo, ma sempre molto ingegnosi) che
servivano a far dilettare il padrone di casa ed i suoi ospiti….
Soprattutto il padrone di casa perché i giochi erano scherzi nei quali
cadevano i malcapitati amici dell’Arcivescovo. La visita ai giochi d’acqua
è guidata e se non volete bagnarvi troppo attrezzatevi con ombrelli e
giacche antipioggia. La guida si divertirà un mondo a cercare di
sorprendervi con qualche getto dispettoso…
Riprendiamo l’autostrada
in direzione Linz, per lasciare poi definitivamente l’Austria e fare tappa
a Cesky Krumlov (ricordatevi al confine di acquistare la vignette
per l’autostrada, se avete intenzione di prenderla, che costa attorno ai
13 euro e dura 14 giorni). Durante il tragitto ci fermiamo pr4esso un’area
di sosta circondata da prati e Maria Rosa riesce a scovare un bel po’ di
funghi prataioli che qualche giorno dopo ci servirà con tanto di polenta….
Arriviamo poi al confine.
Le formalità alla frontiera sono poche e dopo un breve controllo dei
passaporti passiamo.
L’ingresso nella
Repubblica Ceca non è dei migliori. La strada è costeggiata da locali che
promettono sesso a tutto spiano e da tante prostitute, segno di una
situazione di disagio economico ancora legata al passaggio dal comunismo
all’occidente. Dopo pochi chilometri questa triste immagine frutto del
post comunismo fortunatamente ci abbandona ed anche il paesaggio si fa più
interessante, diventando poi da favola quando arriviamo alla nostra meta.
A Cesky Krumlov c’è un bellissimo castello ed un altrettanto suggestivo
borgo medievale.
Il paese sorge sulla Moldava ed è a dir poco
incantevole. E’ meta ogni anno di migliaia di turisti e così, l’averlo
visto al di fuori dei canonici mesi di luglio e agosto, ci ha permesso un
po’ più di libertà e relax.
Per dormire ci fermiamo
nel parcheggio n. 2, seguite le indicazioni. Si paga fino alle 17 circa 30
corone al giorno e la notte è gratis. Il luogo è tranquillo ed è proprio
ai piedi del Castello che si raggiunge in pochi minuti.
La sera ceniamo in uno
dei tanti localini del centro. Si chiama Krcma Satlava e si trova in
Satlava nei pressi di Namesti Svornosti; sorge nelle vecchie prigioni del
paese. L’arredamento vi ricorda una osteria medievale e all’ingresso, con
i tavoli immersi nella penombra, ad illuminare il tutto è un grande
braciere dove il cuoco cucina i vostri piatti. A completare l’atmosfera i
camerieri che vi servono in costume. Il cibo è eccellente è la spesa, per
tre persone, non supera i 20 euro totali. Abbiamo preso un menù
degustazione con diverse specialità tra le quali una saporita zuppa
d’aglio proposta in una pagnotta trasformata in piatto.
8 settembre
Abbiamo letto sulla
nostra inseparabile Lonely Planet, edizione italiana EDT, che c’è un bel
monastero circestense, Cisterciàky klàster, a Zlatà Koruna
(uno dei monumenti gotici meglio conservati della repubblica Ceca), ma
oggi è lunedì e tutti i castelli e gli edifici storici, ricordatelo, il
lunedì sono chiusi nella repubblica ceca. E’ chiuso anche il castello di
Hlubokà che si trova a pochi chilometri da Ceske Budejovice
dove si trova la fabbrica della famosa birra Budvar (che si può visitare
su prenotazione e in gruppo); ricorda quello di Windsor in Inghilterra (si
dice che sia la sua copia). Per visitarlo si lascia la macchina nel
piacevole paese sottostante. Il parcheggio costa 2,30 euro. Dopo una
visita esterna ci rechiamo in un paesino al di fuori delle solite rotte
per la Cechia. Da Hlubokà dopo aver percorso piccole ma piacevoli
stradine di campagna, tra campi coltivati e centinaia di laghetti da
favola, arriviamo a Holasovice dove si trova il miglior esempio di
architettura barocca contadina della repubblica ceca. E’ un tipico paesino
di campagna, con le case costruite attorno ad un grande prato dove non
manca il solito laghetto. E’ questo il luogo dove di solito si svolgono le
feste del paese, come dimostra anche un grande albero della cuccagna che
nelle particolari occasioni viene adornato di fiori. Le case sono tutti
dipinte a colori vivaci e riportano facciate arricchite da disegni e
decorazioni varie, compreso la data di costruzione dell’abitazione. Ci
sono anche un paio di hospoda, taverne, ma noi pranziamo in camper,
godendoci la cornice che ci circonda.
Una piccola
raccomandazione. Se volete visitare piccoli centri come questi munitevi di
una buona carta stradale perché le indicazioni sono un po’ scarse. Meglio
è se l’acquistate direttamente nella nazione.
Non siamo ancora
soddisfatti. Ripartiamo per Karlstejn, a 15 km da Praga, dove c’è
uno dei più famosi (e visitati) castelli della Boemia. Ci fermiamo ai
piedi del piacevole paesino che sorge sotto il Castello, che invece si
trova in chilometro più in alto e si raggiunge solo a piedi o in carrozza.
Anche qui il prezzo è di 3,30 euro al giorno e la notte è gratis. Il
parcheggio è proprio accanto al fiume ….. ed è proprio una bella
sistemazione, che ci spinge a cenare fuori. Peccato per il fatto che
dall’altra parte del fiume, a poche centinaia di metri, passi una
trafficatissima ferrovia.
Più avanti, ma non ci
siamo stati, c’è anche un campeggio.
9 e 10 settembre
Visita al castello (6,60 euro a testa), disturbata
dal fatto che siamo aggregati ad una comitiva italiana giunta in bus da
Praga. Sono chiassosi, maleducati, prepotenti. Ci fanno un po’ vergognare
e fanno dannare la guida che dimostra comunque una pazienza unica. Sarà
per questo, ma gli interni del Castello non si dimostrano all’altezza
delle vedute imponenti e magnifiche che invece offre dall’esterno e che lo
fanno uno dei luoghi più visitati e fotografati della Rep. Ceca.
Nel pomeriggio partiamo
per Praga e, forse per fortuna o per il fatto che avevamo studiato
la cartina come per un esame, riusciamo subito ad imboccare la strada
giusta per il "Caravan Camp" (che si trova in via Plezenska 279). Se
arrivate dal sud prendete la E 50 che vi farà costeggiare la Moldava che
rimarrà sulla vostra destra. Tenetela fino a quando la strada non svolterà
obbligatoriamente a sinistra nei pressi del ponte Jiraskuv most,
proseguire sempre sulla via principale per V Botanice e poi per
Kartouzska, che si immette direttamente su Plezenska.. Dopo qualche
chilometro, sulla sinistra, si trova un grande cartello che indica
l’ingresso del campeggio
C’è il camper service, ma
se non avete la cassetta munitevi di un tubo per lo scarico perché è
posizionato in un punto scomodo. E' necessario premunirsi di attacco di
tipo tedesco per la corrente; sorge su un prato ed è accettabile, anche se
un po’ spartano e rumoroso perché proprio accanto alla strada. Ma è
davvero comodo per raggiungere il centro. Con il tram 9, che passa proprio
davanti (i biglietti, 12 Kc, si acquistano alla reception) si arriva alla
fermata di Handel e da qui con la metropolitana (ottima), in tutto il
centro. I biglietti valgono anche per la metro ed hanno una durata massima
di 60 minuti.
Lo stesso tram, che è
frequente, si prende alla fermata Hotel Golf (la settima fermata da
Handel, quando tornate) e dalle 6 alle 24 vi fa raggiungere direttamente
piazza Venceslao. La notte, dalle 24 alle 6, si può utilizzare i tram
notturni 51 o 58.
Il tempo è grigio, ma non
sminuisce affatto la bellezza della città che cominciamo subito a visitare
e che ci incanta ad ogni via e con i suoi palazzi. Inutile decantarvi le
bellezze di Praga che troverete in ogni guida, ma non perdetevi la piazza
della città vecchia ed il castello con la sua cattedrale, che da soli
valgono il viaggio.
La visita prosegue anche
per l’intera giornata del 10 ed alla fine siamo stanchissimi. La più
riposata è Gaia che è stata scorrazzata nello zaino per tutto il tempo.
Bisogna dire, a suo proposito, che in tutto questo viaggio è stata un
angelo e che indubbiamente anche in lei si nasconde la tempra di una già
incallita viaggiatrice… anche se qualche volta abbiamo esagerato un po’
troppo con viaggi, spostamenti, visite, ecc.
Due riflessioni su Praga.
La città merita tantissimo ma proprio per questo è meta del grande turismo
e tutto è fatto per il turista. Anche i prezzi, che rispetto alle altre
località ceche sono di molto superiori. Attenti soprattutto ai ristoranti
del centro dove fanno il possibile per farvi spendere qualche corona in
più. Ricordatevi che qui si paga anche il pane e che se vi portano questo
o il burro od altro da voi non richiesto, se non volete che venga aggiunto
nel conto dovrete rifiutarlo.
A proposito di prezzi vi
racconto un episodio. Nel quartiere ebraico, in una gioielleria, vendevano
anche rullini fotografici. Senza pensarci sono entrato e ne ho acquistati
2 da 36 scatti, 400 asa. Il prezzo è stato di 20 euro!!!!! Mi hanno poi
invitato ad acquistare qualche gioiello con lo sconto del 50 %. Non oso
pensare, visto i rullini, quando potevano costare.
11 settembre
Lasciamo il campeggio la
mattina presto. Il costo è stato di circa 22 euro per tre persone + camper
+ luce, al giorno.
C’è da fare una lunga
tappa. La destinazione è un altro luogo poco considerato dal grande
turismo: la cittadina di Olomouc che in quanto a fascino e bellezza
non è da meno di Praga. E’ solo più piccola, un po’ meno sfarzosa e
sicuramente meno cara…. Per fermarvi, vicino allo stadio, c’è un grosso
piazzale per i bus dove noi abbiamo sostato e dove si potrebbe anche
pernottare. Si trova di fronte al supermercato Billia.
Tra le curiosità di
Olomouc da vedere l’orologio astronomico, poi ribattezzato dai comunisti
orologio del proletariato. Dai comunisti è stato modificato in modo
davvero grottesco cosicché allo scoccare delle ore dall’orologio esce una
processione, invece di santi e figure sacre, di piccoli proletari di
legno: meccanici, fabbri, contadini e così via….
Meriterebbe fermaci
ancora un po’. Ma vogliamo arrivare a Roznov pod Radhostem nella
Valacchia, a circa 50 km da Olomouc, dove si trova un bellissimo ed
interessante Skansen, che è un museo a cielo aperto dell’architettura e
delle tradizioni del popolo valacco: una sorta di vetrina dove si possono
vedere case, fattorie, edifici valacchi del periodo che va dal XVI al XX
secolo. Sono davvero belle le case in legno ubicate nelle tre aree del
museo: una dedicata al tipico villaggio valacco, con tanto di coltivazioni
ed allevamento del bestiame secondo i metodi tradizionali; una intitolata
la valle del mulini ed una che presenta un tipico villaggio di legno.
Tutte le case e gli edifici sono in legno ed autentici; provengono dai
vari paesi della zona e sono stati smontati pezzo per pezzo e rimontati
nel museo. La notte ci vorremmo fermare nel deserto parcheggio accanto
alla Valle dei Mulini (60 kc al giorno), ma un’auto sospetta con il motore
acceso ed i fari spenti e con l’imbecille del suo proprietario che ogni
tanto dà anche una bella sgassata, ci fa spostare in un’area a pochi metri
del paese di Roznov che è davvero carino, tutto pulito ed ordinato e con
bei negozi; che sorge quasi per intero intorno ad una grande piazza.
12 settembre
La visita al museo la facciamo il giorno dopo (120
kc a testa per tutti e tre gli Skansen con visita guidata in ceco solo per
i mulini: fatevi dare il dattiloscritto in italiano) e nel villaggio di
legno approfittiamo di una sua osteria tipica per il pranzo a base di
piatti della cucina valacca. Qui abbiamo provato anche la Becherovka,
che è un liquorino niente male per concludere un lauto pasto e che è molto
aromatica.
Ripartiamo nel pomeriggio
destinazione Polonia ed in particolare Oswiecim che i tedeschi
chiamavano Auschwitz e dove giungiamo in tardo pomeriggio,
accompagnati dalla piaggia che rende le già malmesse strade polacche
davvero insidiose (attenti ai freni!!!). L’asfalto si caratterizza quasi
dappertutto da due profonde rotaie lasciate dal passaggio dei mezzi
pesanti. Dopo il confine, passato a Cesky Tèsin, facciamo anche
rifornimento, con il gasolio che costa attorno ai 50 centesimi (circa 60
nella Rep. Ceca e circa 70 in Austria).
Al confine ceco ci fanno passare senza problemi. A
quello polacco, a pochi metri, la guardia è un po’ burbera e ci fa qualche
domanda che chiaramente non capiamo e alla fine ci fa passare con un’aria
a metà tra la commiserazione e la disperazione….
Dopo aver cambiato i soldi a qualche chilometro dal
confine arriviamo a destinazione. Ci fermiamo in uno dei parcheggi a
pagamento fuori dal museo. Noi abbiamo scelto quello più esterno perché
non ci piaceva pernottare troppo vicino ad un luogo dove il male si
avverte ancora profondamente, ma quello all’ingresso del museo è meno
caro. Noi abbiamo pagato circa 20 Sloty.
Già pensando all’esperienza del giorno dopo ci
sentiamo tutti tristi ed anche la notte la passiamo agitati.
13 settembre
Paghiamo circa 43 euro
per visitare il museo di Auschwitz con una professionale e distinta guida
italiana che abbiamo prenotato alla biglietteria. La visita la potete fare
anche da soli, ma è meglio così.
Non c’è nulla nel campo
che non si sia già visto o letto, ma essere lì, vedere le montagne di
capelli tagliati alle donne sterminate, le montagne di scarpe, di
occhiali, appartenenti a persone che sono state uccise per la loro razza
ci stringe la gola e le lacrime riempiono i nostri occhi quando in una
teca notiamo i vestitini di alcuni bambini uccisi. Alcuni sono della
taglia di quelli di Gaia che sta dormendo placida tra le braccia di
Lucia…. Ci immedesimiamo ancora di più nella tragedia. Che orrore dove
essere stato. Che crimini è capace di commettere l’uomo!
La visita comprende anche
il campo di Birkenau, luogo dove arrivavano i vagoni zeppi di
prigionieri e dove si svolgeva il vero e proprio sterminio di massa: una
vera e propria fabbrica della morte dove i fortunati che non venivano
inviati allo sterminio vivevano peggio delle bestie. Ci pare quasi di
sentire l’odore della sofferenza, della paura, della sporcizia, della
morte. Cerchiamo di immaginarci come dovevano sentirsi quei prigionieri,
ma è tutto troppo orribile. Ed è tutto vero.
Siamo tutti profondamente
scossi e non potremmo mai dimenticare questa esperienza che ci ha toccato
molto. Ripartiamo nel primo pomeriggio con il morale a terra, che solo i
sorrisi della nostra piccola faranno poi risollevare; ma con immagini e
sensazioni che non si possono dimenticare. Destinazione: Wielitzca
dove ci attende un’antichissima miniera di sale che risale già al 1600 e
che è ancora in funzione. Una parte degli oltre 200 km di gallerie
sotterranee è stata trasformata in un ben organizzato museo al quale si
può accedere con visita guidata anche in lingua straniera se in gruppo.
Come individuali siamo stati affiancati ad una visita in polacco con
un’anziana, ma arzilla guida che però ci è parso non gradisse molto la
nostra “intrusione”. Ci siamo fatti piccoli, piccoli ed accodati al gruppo
dove poi abbiamo scoperto essere anche un altro italiano “in incognito” e
ci siamo addentrati nelle viscere della terra, lungo le gallerie che ci
hanno portato fino a 135 metri sotto terra. La miniera scende ancora fino
ad oltre 355 metri. Il prezzo del biglietto e di 102 sloty per tre persone
e la visita dura quasi due ore ed è un po’ stancante anche se
interessante. All’interno si ammirano molto statue ed una vera e propria
cattedrale realizzati scolpendo il sale.
Il ritorno in superficie
avviene con un caratteristico quanto angusto ascensore a due piani. Che vi
fa davvero sentire imprigionati all’interno della terra….
La miniera è stata
riconosciuta patrimonio dell’UNESCO, così come del resto il museo di
Auschwitz e la stessa Cracovia.
Accanto alla miniera ci
sono diversi parcheggi dove si paga 80 sloty al giorno e dove si può anche
pernottare. Siccome avevamo bisogno di fare rifornimento di acqua ci siamo
poi spostati al Motel Na Wierzynka (www.nawierzinka.pl)
gestito da un simpatico signore e che propone una bella e pulita area a
verde attrezzata per camper e caravan. C’è la pompa per l’acqua, le docce,
i wc, si può lavare i piatti e cucinare in un apposito fornello, ma non
c’è lo scarico. Se avete un secchio o una tanica si può comunque rimediare
scaricando nel wc
Per tre persone ed il
camper, senza l’allaccio alla luce, abbiamo pagato 50 sloty al giorno. Il
motel dispone anche di ristorante dove si mangia assai bene. Non abbiamo
mai speso più di 11 euro per tre persone con una portata principale, un
contorno, che comunque c’è già nella portata e qualche birra locale a
testa.
14 settembre
Il paese dista circa 10
km da Cracovia e così abbiamo deciso di raggiungere la città con i
mezzi pubblici, lasciando il camper al sicuro nel recinto del Motel,
peraltro video controllato. La guida che ci aveva portato nei campo di
concentramento di Oswiecim ci ha peraltro avvertito di fare attenzione in
Polonia. Sono frequenti i furti nei camper… e dei camper interi….
A 10 minuti di cammino
dal Motel c’è il capolinea della Lux Bus, un servizio navetta piuttosto
frequente che in quindici minuti porta nel centro di Cracovia al prezzo di
2 sloty a testa. Si arriva la stazione e da qui, dopo aver attraversato la
cinta verde che circonda la città vecchia di Novi Miesto, si arriva in
pochi minuti tra le vie e le piazze più belle della città che conta molti
bei palazzi e che è molto affascinante. Nella piazza principale di
Cracovia, larga 200 x 200 metri e molto suggestiva, dove si trova anche il
mercato coperto, si arriva lungo le più vecchie vie di Cracovia al
castello di Wawel. Noi abbiamo preso, per 20 sloty, un taxi navetta
elettrico che per 80 vi fa fare anche il tour della città. Per il Castello
di Wavel, comunque, meglio andare a piedi.
Al Castello si possono
visitare a pagamento anche gli interni. Il costo per ogni singola visita è
di 36 sloty per tre persone
Tornando in città,
abbiamo pranzato in uno dei tanti localini che lungo la via principale
propongono il Kebab, specialità più turca che polacca, ma qui molto in
voga. Ce la siamo cavata con un centinaio di sloty compresa la mancia, ma
se si prende il kebab e si mangia per strada con una quindicina di sloty
si pranza e si beve anche una bibita…
Noi, anche per far
riposare la bimba, abbiamo fatto i signori e ci siamo seduto all’interno
in un locale che si voleva distinguere anche per i piatti italiani,
proponendo peraltro una pizza che sembrava esserte molto gradita, ma che a
noi è parsa un po’ troppo alta….
Abbiamo visitato anche il
quartiere ebraico di Kazimier dove in particolare ci hanno colpito tanti
ristorantini tipici, tutti arredati in stile anni’30 e ’40. Si proponevano
piatti della tradizione ebraica e musica kletzmer. Veramente carini.
Peccato non averli visti prima di pranzo.
Con il Lux Bus siamo tornati al motel e di nuovo
abbiamo cenato per 71 sloty.
15 settembre
E’ l’ora di rimettersi in viaggio e di tornare a
casa. Partiamo in mattinata e prima di raggiungere il confine notiamo una
Polonia un po’ meno scialba e triste di quella che avevamo visto lungo le
non facili strade percorse. Siamo in montagna ed i villaggetti che
incontriamo, con molte case in legno, sono deliziosi. Ci sono anche
diversi localini in legno lungo la strada, davvero invitanti per il
pranzo, ma non demordiamo e raggiungiamo il confine dove spendiamo gli
ultimi sloty per il pieno e le sigarette (le mie) e cambiamo gli euro in
corone slovacche.
Le formalità alla dogana questa volta sono minime.
Almeno per noi, perché per raggiungere il confine abbiamo dovuto superare
una lunga colonna di TIR provenienti da diversi paesi dell’est e del nord.
Dalle guardie polacche e slovacche riusciamo anche
a farci timbrare i nostri passaporti, così da aumentare le nostre private
collezioni di visti che vanno dall’India di Lucia, al mio Marocco, alla
Turchia, ecc. Ora ci sono anche la Polonia e la Slovacchia. Peccato non
averci pensato per la Repubblica Ceca…
Anche il Slovacchia per l’autostrada ci vuole la
vignette. Per quella Slovacca e per quella che poi ci servirà in Austria
(di nuovo!!!) ci sono voluti 12 euro. Attraversiamo di gran corsa tutta la
Slovacchia e dopo Bratislava ed il confine lì vicino rientriamo in
Austria. La nostra metà di oggi è il lago di Neusiedler (Neusiedler see)
e la vicina e graziosa cittadina di Eisenstadt dove c’è un bel
castello ed un grazioso centro storico che visitiamo il giorno dopo.
Arriviamo a sera stanchi morti e notiamo che per parcheggiare il camper
c’è qualche problema. Molti sono i parcheggi a pagamento e, vista la
stanchezza, finiamo in quello per bus. E’ vicino al centro e ci sono anche
i wc, ma a che prezzi!!! Quando ripartiamo il conto è di 15 euro!!!!
Visto anche il costo di un semplice caffè o delle
sigarette (quasi 4 euro), bisogna proprio dire che l’Austria non è
decisamente il posto più economico del mondo.
16 settembre
Partiamo molto presto (altrimenti chissà che ticket
avremmo pagato al parcheggio…) per la vicina Rust sul Neusiedler
see. Visto che siamo in una vasta zona di produzione di vini, nella
regione del Burgenland, qui si trovano molti simpatici localini, ricavati
nei cortili interni delle case. Vi si mangia e vi vendono anche i vini da
loro prodotti a prezzi abbastanza ragionevoli. Ve li fanno anche
assaggiare. Non perdetevi i bianchi.
Per la sistemazione, percorrete tutto l’abitato in
direzione del lago, ma fermatevi alla fine del paese dove c’è il
parcheggio dei bus. Qui c’è anche una colonnina Holiday Clean e qui ci
siamo fermati per la giornata, subito raggiunti da altri quattro o cinque
camper austriaci e tedeschi. Se volete raggiungere la zona del lago, un
po’ più avanti, ricordatevi che il parcheggio a pagamento è vietato ai
camper e che comunque sarebbe salato. Se avete la bici è questo il caso di
tirarla già da dietro il camper perché si può fare una bella passeggiata.
Prima dell’ingresso del parking a pagamento c’è comunque un camping. Visto
che siamo fuori stagione, noi avremmo comunque pernottato al parcheggio
dei bus che è tranquillo e gratuito.
Il lago non si vede fino a che non siamo entrati
nel parking a pagamento. La zona litoranea che precede è caratterizzata da
un alto canneto che impedisce la visuale e dalla quale emergono graziose
casettine in legno di pescatori su palafitte.
Anche il paese di Rust e grazioso e curato e ci
sono tanti spunti piacevoli per una passeggiata.
La sera ripartiamo, per viaggiare di notte e non
stancare Gaia e verso le 4 del mattino sabbiamo già passato l’uscita di
Udine.
17 e 18 settembre
Gli ultimi due giorni li trascorriamo al mare.
Prima a Lignano Sabbiadoro in Veneto e poi a Porto Garibaldi
in Emilia Romagna. L’Adriatico, a noi che siamo sub e veniamo dal Tirreno
della Toscana, non ci garba molto, ma un po’ di caldo e sole, soprattutto
dopo le rigide temperature notturne della Polonia (fa davvero freddo di
sera!!!), fa sempre piacere. A Lignano ci fermiamo sulla riviera dove i
bagni sono ormai in smobilitazione. Lungo la pineta, almeno in questo
periodo, si sosta comodamente, ma attenti ai furti! Proprio durante la
nostra sosta due camper vicini hanno ricevuto la spiacevole visita dei
ladri. Il nostro no. Forse perché un po’ arrugginito e vecchiotto e quindi
non invitante, o forse perché mi trovavo in mansarda a cercare di smaltire
il troppo vino austriaco bevuto con il pesce fresco comperato in mattinata
a Lignano?
Un’altra informazione per la sosta. A Porto
Garibaldi, oltrepassato il canale e quindi di fronte al mercato ittico che
si svolge nel pomeriggio, che un piazzale sterrato adibito alla sosta dei
camper. Fermato il camper il canale si può attraversare con appositi mini
traghetti che fanno la spola continuamente.
Luca Galeotti
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