È unesperienza che ti fa scoprire luoghi, odori,
caratteristiche e particolari che ognuno di noi dà per scontati, ma che hanno un fascino
ed una bellezza diversa per chi, mai prima, ha poggiato il suo sguardo nei posti a te cari
e, soprattutto, soliti. La ripetitività e la quotidianità ti portano a camminare per
strade e non notare una bancarella, uno squarcio di luce diversa ad una data ora, un
palazzo antico, ecc.
È come quando sei accanto ad una persona per tanti anni e non noti più le doti e le
"bellezze" che te lo hanno reso tanto speciale e diverso da ogni altro essere
umano, così particolare da amarlo. È un peccato, così come è un peccato vivere le
nostre località senza più stupirsi. Lo stupore aiuta a vivere meglio,
aiuta a migliorare la qualità della vita di ognuno. Stupirsi ci rende ogni momento
diverso da quello che abbiano vissuto prima. Stupirsi aiuta ad affrontare le piccole
contrarietà di ogni giorno. Stupirsi aiuta ad amare ciò che hai di fronte da anni e che
reputi banale e normale.
La mia città è Napoli. Camminavo per le sue strade ed al mio fianco
cera una persona che non laveva mai vista prima. Ad un certo punto mi dice,
con un tono molto stupito: "Ma la tua città è tranquilla? Come è possibile che si
sentono tanti avvenimenti gravi e assassinii per televisione ed, invece, cè questo
clima così calmo?" La zona dove stavamo passeggiando non era tra quelle nominate
sempre nei telegiornali, ma era la zona alta di Napoli, uno dei quartieri commerciali
della città, il Vomero, il mio quartiere. Andavo a spasso per le sue strade tutti i
giorni, guardando i negozi, le strade, le bancarelle ed anche le persone con
superficialità, non soffermandomi mai su niente. Guardando questi luoghi con gli occhi
del mio compagno "straniero" ho riscoperto la bellezza delle mie
"zone". I caratteristici "bancarielli", i rumori delle strade, i suoni
dialettali per attirare le persone a comprare di tutto, oggetti anche strani che, per me,
erano scontati ormai.
Davanti ai miei occhi, allora, si sono svelati mille particolari della
mia città. Dal colore del cielo azzurro e terso, al calore del sole e la sua luce, rosso
vivo, del riflesso che faceva su alcuni palazzi antichi. Poi la nostra passeggiata ci ha
portato vicino a Castel SantElmo, nel piazzale di San Martino, dove cè un
museo nel quale sono esposti presepi antichissimi di Napoli.
Il Castel SantElmo è famoso perché lì si è svolta la
rivoluzione della Repubblica Partenopea del 1799.
Dal piazzale si vede tutta Napoli, i palazzi, il Duomo e soprattutto,
il mare di Napoli ed il Vesuvio. Quando il cielo è limpido si possono vedere la penisola
Sorrentina e le sagome delle isole di Ischia e Capri in lontananza.
Gli mostro questa veduta e "stupita" mi scopro a dire:
"Hai visto quanto è bella Napoli?". Si, con gli occhi del mio compagno
"straniero" ho potuto vedere la bellezza della mia città.
Queste sono poche sensazioni avute facendo visitare ad una persona un
luogo a me noto, ma visto in maniera diversa dal solito. Una proposta: potete, se volete,
incominciare a guardare, anche voi, i "vostri" luoghi, attraverso altri occhi, o
soltanto con gli "occhi dello stupore e della meraviglia" e poi raccontarcele.
Unultima cosa, vorrei ringraziare la persona che ha dato a me gli occhi dello
stupore e della meraviglia, è il mio amore Stefano.