| Il "Giardino dei Semplici" di Firenze è il
terzo Orto Botanico del mondo per antichità. La sua origine si può far risalire al 1
Dicembre 1545, quando Cosimo I dei Medici prese in affitto dalle suore domenicane il
terreno su cui doveva sorgere l'Orto. Circa due anni prima lo stesso Cosimo aveva fondato,
su consiglio di Luca Ghini, il Giardino Botanico di Pisa che rappresentò il primo
esempio"ufficiale" di Orto Botanico Universitario.
L'Orto Botanico di Firenze, denominato"Giardino dei
Semplici" perché nato come orto di piante medicinali, fu disegnato da Niccolò
detto"Il Tribolo" che aveva già realizzato in quel periodo, nei pressi di
Firenze, altri progetti di parchi privati come quello della Villa medicea di Castello. Una
delle più antiche testimonianze di quello che doveva essere il primitivo volto dell'Orto
Botanico ce l'ha tramandata, nel 1684, Leopoldo del Migliore che descrive minuziosamente
la ripartizione delle aiuole, la disposizione dei viali, la grande vasca centrale
ottagonale, oggi scomparsa insieme alla maggior parte degli arredi del tempo. A tutt'oggi
nell'Orto restano solo, a testimonianza di quell'epoca, un cancello"storico" che
reca ancora lo stemma e una epigrafe originaria dei Medici ed un busto in pietra di
Esculapio, attribuibile ad Antonio Gino Lorenzi da Settignano.
Tutti i lavori inerenti alla costruzione furono diretti da
Luca Ghini che si preoccupò anche di incrementare le nuove collezioni di piante
conferendo subito all'Orto grande prestigio. Dopo la morte del Ghini, avvenuta a Bologna
nel 1556, la direzione fu per molti anni affidata a persone meno esperte ed appassionate
che portarono il Giardino ad una veloce decadenza ma subito dopo ebbe inizio il periodo
migliore nella storia dell'Orto; infatti nel 1718, per volontà di Cosimo III dei Medici,
venne affidato alle cure della Società Botanica Fiorentina ed ebbe come Direttore il
grande Pier Antonio Micheli, fondatore della Società stessa.
Gli anni trascorsi sotto la guida dell'illustre botanico
videro il Giardino incrementare in modo continuo le sue collezioni che si arricchirono di
piante, non solo medicinali, così da renderlo famoso in tutto il mondo e dargli una
importantissima impronta di modernità, iniziando a diversificare lo studio della Botanica
dallo studio della Medicina, discipline ancora allora strettamente legate l'una all'altra.
Alla morte del Micheli (1737) la direzione del Giardino passò a Giovanni targioni
Tozzetti ed in seguito (nel 1746) a Saverio Manetti che rimase in carica fino al 1782. Al
Manetti va il grande merito di aver per primo studiato e pubblicato un indice dei semi
provenienti dalle piante dell'Orto con lo scopo precipuo di favorirne lo scambio con gli
altri Orti Botanici, italiani e stranieri.
Nel 1783, in seguito alla fusione della Società Botanica
Fiorentina con l'Accademia dei Georgofili, il Giardino passò alle dipendenze
dell'Accademia cambiando la propria denominazione in"Orto Sperimentale Agrario
dell'Accademia dei Georgofili" e cambiando notevolmente la propria struttura interna
che fu semplificata e razionalizzata per far posto alle colture di piante agrarie e da
frutto. Nel 1801 la direzione del Giardino passò ad Ottaviano Targioni Tozzetti, a cui
successe, nel 1829, il figlio Antonio. Sotto la sua direzione l'Orto per Decreto
granducale (26 Marzo 1847) riacquistò l'antico nome di"Giardino dei Semplici",
mente veniva ripresa intensamente sia la coltivazione di piante medicinali, sia la coltura
di specie di interesse scientifico.
Nel 1865 venne incaricato della direzione dell'Orto il grande
botanico Teodoro Caruel che divenne direttore ufficiale nel 1880, anno in cui l'Orto, dopo
lunghe e difficoltose trattative, veniva assegnato al Regio Istituto degli Studi Superiori
Pratici con il nome di"Orto Botanico dell'Istituto di Studi Superiori". Fu
Teodoro Caruel che favorì la costruzione delle grandi serre ancora oggi in uso nè va
dimenticato che fu solo grazie al suo continuo interessamento per le sorti dell'Orto che
questo sfuggì al destino di essere soppresso dall'Amministrazione del regio istituto
degli Studi Superiori che non poteva più sostenerne le spese di mantenimento.
Ormai l'Orto era diventato una istituzione di alto livello
culturale tanto che, negli anni seguenti, grazie all'impegno dei due direttori che
succedettero al Caruel, Oreste Mattirolo (1897-1900) e Pasquale Baccarini (1900-1919), fu
realizzato il progetto di riunire l'Istituto Botanico, fondato da Filippo Parlatore nel
Museo di via Romana, al Giardino dei Semplici. Nell'Ottobre del 1905 si conclusero le
operazioni di trasferimento di tutte le più importanti istituzioni botaniche (Biblioteca,
Erbario ecc.) nei locali prospicienti al Giardino dei Semplici e si costituì così
l'Istituto e Orto Botanico con annesso Museo Botanico comprendente il sempre più
famoso"Herbarium Centrale Italicum".
Intorno al 1925, sotto la direzione di Giovanni Negri, per
rendere visibile il Giardino al pubblico, furono demoliti gli alti muri che lo
circondavano dalla parte sia di via La Pira che di via Gino Capponi. Insieme ai muri,
furono eliminate anche tre serrette calde e un piccolo bosco di bambù. Durante la seconda
guerra mondiale, quando Firenze era attraversata dal fronte, nel 1944, alcune aiuole
dell'Orto furono adibite alla sepoltura dei morti che furono riesumati solo dieci anni
più tardi, trascorsi gli anni di legge. Nel 1949 la direzione dell'Istituto e Orto
Botanico fu affidata ad Alberto Chiarugi al quale toccò il compito di riordinare e
riorganizzare il Giardino sconvolto dalla guerra. Tra le molte opere che il Chiarugi
realizzò, va ricordato il riassetto di una vecchia aula in disuso posta all'interno
dell'Orto, alla quale assegnò la funzione di "Ostensio simplicium".
Nel 1960, alla morte del Chiarugi, la direzione passò ad
Eleonora Francini Corti che la tenne fino al 1974. Durante questi anni furono realizzate
notevoli migliorie che permisero di rendere più efficienti le operazioni di cura e
manutenzione del Giardino. Anche le collezioni furono incrementate con l'aggiunta di
esemplari raccolti durante le spedizioni scientifiche svolte in Italia e all'estero,
soprattutto grazie all'opera di Luciano Giugnolini. Nel 1974 la direzione fu affidata a
Guido Moggi che dovette affrontare il grave problema della carenza dei giardinieri, che
cercò di risolvere con grande impegno. Negli anni della sua direzione, fra l'altro sono
state promosse con particolare attenzione le attività didattico-divulgative.
Dal 1981 la direzione è affidata a Fernando Fabbri.
Le collezioni
Il Giardino dei Semplici, nella sua struttura attuale,
occupa una superficie di 23.892 mq ed è suddiviso, in piena aria, in 21 quadri e 29
aiuole. Notevole per estensione (ca. 1690 mq) e cubatura è il complesso delle grandi
serre, costruite negli anni 1890, che si susseguono lungo Via Micheli per un fronte di 162
m; esse sono costituite dalle "serre calde", che ospitano piante tropicali, e
dalle "serre fredde" dove trovano posto piante che esigono temperature meno
elevate. Il Giardino dei Semplici dispone anche di sei serrette di più recente
costruzione.
Attualmente l'Orto Botanico possiede diverse collezioni di
elevato valore, sia storico sia scientifico. Nella serra fredda è sistemata la collezione
delle Cicadee, costituita da 138 esemplari; il corpo maggiore della collezione è
rappresentato da quanto rimane della donazione fatta ai primi del '900 dal Comm. Ernesto
Modigliani, che a sua volta l'aveva acquistata da un amatore di Trento, il Dr. G. Garbari.
In tempi più recenti la collezione è stata incrementata sia con le raccolte del Sig.
Luciano Giugnolini in Sud-America sia con donazioni private sia con semi provenienti dal
Sud-Africa e dall'Australia.
Sempre nella serra fredda sono collocate:
- la
collezione di agrumi, il cui nucleo storico risale ai Lorena;
- la
nuova collezione di piante carnivore, di grande interesse soprattutto didattico;
- la
collezione delle palme, costituita da un centinaio di esemplari, alcuni particolarmente
vetusti;
- alcuni
esemplari di piante succulente appartenenti alle famiglie delle Cactaceae, Euphorbiaceae,
Asclepiadaceae, ecc.
Nella serra calda trovano posto fra l'altro, diverse piante
alimentari, numerose piante medicinali di provenienza esotica, due splendidi Dioon
spinulosum e un esemplare di Pachira alba , nato nel Giardino della Specola da un seme
raccolto in Brasile nel 1818 da Giuseppe Raddi e trasferito nel 1887 nella sistemazione
attuale.
Nei cassoni freddi situati davanti alle grandi serre è
sistemata una buona collezione di piante succulente, in gran parte di recente accessione.
Nelle serrette sono coltivate le collezioni:
1.
delle Pteridophyta, arricchita recentemente con esemplari provenienti da missioni in
India, Nepal, Uganda e Sumatra;
2.
delle Orchidaceae, costituita per la maggior parte da esemplari assai vecchi e da altri di
più recente acquisizione;
3.
delle Bromeliaceae, recentemente rivista e ristrutturata;
4.
delle Araceae, nella quale fa spicco l'Amorphophallus titanum, raccolto a Sumatra nel
1994.
All'aperto si possono ammirare la vasta collezione di piante
officinali, di recente ordinate sistematicamente, una ricostruzione ambientale di un
giardino storico all'italiana, un'aiuola didattica di piante alimentari con le
specie"originarie" da cui sono derivati gli attuali cultivar ed infine i grandi
alberi"storici" tra cui spiccano il Tasso del Micheli del 1720 e una grande
Quercus suber del 1805.
Dott. Claudio Carpini |