IL MUSEO CIVICO
Listituzione del
Museo Civico data al 1910 anche se, a metà dellOttocento, la città era già
entrata in possesso di un primo nucleo museale, formato dalla importantissima collezione
etnografica di Carlo Vidua (Casale Monferrato, 1785- Ambon, Indonesia, 1830 ).
Nellattuale riallestimento nellantico convento di Santa Croce (decorato, nel
chiostro, con affreschi del Moncalvo ), il patrimonio museale è stato ordinato
rispettando la provenienza collezionistica. |
COLLEZIONE MARIO LEVI GRAZIADI Formata con acquisti sul mercato antiquario
italiano, la Collezione di Mario Levi Graziadi è composta unicamente da sculture lignee e
ceramiche. La statuetta più antica, fine del XII- inizio XIII secolo, raffigura San
Giacomo nelle vesti di un pellegrino, ed è opera di un anonimo scultore spagnolo. Alle
botteghe francesi sono attribuiti La pleureuse della metà del XV secolo e La pietà,
bassorilievo del XVI secolo. La collezione di ceramiche annovera maioliche delle
manifatture italiane (e alcune straniere) eseguite tra la fine del Quattrocento e la metà
del Settecento. Sono esposte ciotole della fine del XV secolo dellarea
emiliano-romagnola, piatti veneziani e umbro-marchegiani del Cinquecento. Alla bottega
urbinate di Orazio Fontana, è da attribuire uno splendido orciuolo della metà del XVI
secolo. |
| DONAZIONE
PALLAVICINO MOSSI La
raccolta è parte della eccezionale collezione di dipinti, formata nel corso del
XVII-XVIII secolo dalla famiglia casalese Mossi, che donò oltre duecento opere
allAccademia Albertina di Torino. LAutoritratto di Nicolò Musso (Casale
Monferrato,1590- dopo il 1622), è certamente il dipinto casalese più citato dalla
storiografia artistica italiana di Sette e Ottocento. Accanto Santa Caterina e Santa
Cecilia del celebrato pittore lombardo Francesco Cairo (Milano, 1607-1665) e una grande
tela con lAnnunciazione del milanese Francesco Vertua (notizie dal 1618 al 1624). I
contatti della famiglia Mossi con le Fiandre e Venezia sono documentati dalla presenza di
ritratti eseguiti da pittori fiamminghi allinizio del XVII secolo e dal dipinto Il
trionfo di Mardocheo, della prima metà del Settecento. |
PIA CASA SAN GIUSEPPE
Appartiene a questo Istituto di Beneficenza, fondato nel 1609, un ricco
patrimonio di dipinti, sculture e paramenti sacri. Soppresso lEnte nel 1980, il
patrimonio storico-artistico è stato trasferito al Museo. Fra le opere esposte si possono
ammirare: la grande tela di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (Montabone, 1568- Moncalvo.
1625) raffigurante Gesù nel deserto nutrito dagli angeli; la Comunione di un Prelato
capuccino di Carlo Preda (Milano, 1646/49-1729) acquisite in epoca napoleonica dopo la
soppressione del convento dei Capuccini: le sculture, a grandezza naturale, di inizio del
secolo XVIII del gruppo della Natività rappresentanti Giuseppe e Maria; un paliotto in
taffetas avorio ricamato, opera di manifattura lombarda della prima metà del Settecento. |
| NOEMI
GABRIELLI E LALLESTIMENTO DEL 1966
Nella sala così denominata sono state raggruppate alcune opere che,
nel 1966, lallora Soprintendente alle Gallerie del Piemonte. Noemi Gabrielli,
trasferì dalla Galleria Sabauda di Torino al Museo Civico. Le opere, provenienti dal
territorio monferrino, erano state ritirate dalle loro sedi per motivi di conservazione.
Sono presenti: due tavole della scuola di Martino Spanzotti della fine del Quattrocento;
alla bottega dei fratelli Volpi, collaboratori dello Spanzotti, è riconducibile il
dipinto su tavola con la Crocefissione; un gruppo di sculture composto da una copia di
Angeli reggitorcia di scultore chierese di influenza fiamminga, degli epigoni del
Quattrocento; tele di Guala, tra cui I canonici di Lu (capolavoro del pittore casalese) e
tessuti di manifattura lombarda della prima metà del Settecento. |
| CIVICHE
RACCOLTE
Sono composte da opere che, tra Otto e inizio Novecento, furono donate
o acquistate dallAmministrazione Civica. Bassorilievi e tavolette di artisti
piemontesi-lombardi di inizio Cinquecento rappresentano, in parte, la fiorente cultura
artistica della corte di Monferrato. Accanto sono esposte tele della prima metà del XVII
secolo dellatelier di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (autore anche del nucleo di
affreschi collocati nella Sala delle Lunette): opere del casalese Pier Francesco Guala,
certamente il più rappresentativo pittore della prima metà del Settecento in Piemonte.
La presenza di numerosi dipinti dellOttocento è legata al ruolo di seconda città
del Piemonte che ebbe Casale durante il secolo XIX. Sono esposti quadri di Giuseppe
Camino, di Eleuterio Pagliano e di Giulio Queirolo.
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| La Gipsoteca Leonardo
Bistolfi (Casale Monferrato, 1859- La Loggia , 1933 ) è certamente una delle poche
collezioni italiane che consente di leggere lattività artistica di uno scultore
nella sua completezza. Sono presenti: bozzetti in terracotta, disegni, bozzetti e modelli
in gesso, alcune opere in marmo e bronzo. La comprensione delle varie fasi connesse
alloperare artistico in scultura implica la conoscenza di passaggi che raramente è
nota al pubblico e che non sempre è possibile cogliere nellopera finale.Bistolfi
esprimeva la prima ideazione dellopera nel bozzetto in creta, che in seguito veniva
riprodotto in gesso. Questo processo iniziale non solo manifestava latto creativo,
ma costituiva anche un elemento di valutazione da sottoporre al committente per
lapprovazione e la successiva realizzazione dellopera in maggiori dimensioni.
Il cospicuo numero di bozzetti in gesso, presenti nelle sale del Museo, sta a significare
la grande importanza attribuita a loro dallo scultore, che li ha conservati nel suo
studio. Nel procedere verso lopera finale, la fase successiva consisteva nella
formazione del modello in gesso, costruito nella grandezza dellopera effettiva. I
modelli per Bistolfi rappresentavano un momento estremamente significativo, a volte erano
il frutto di anni di lavoro, e queste opere infatti conservano un fascino particolare in
quanto mostrano i segni e i travagli dello scultore. Il modello si rendeva necessariamente
indispensabile sia per la fusione in bronzo (le operazioni occorrenti venivano eseguite
dalle maestranze delle fonderie) e sia per lesecuzione in marmo (affidata ai
collaboratori o, in alcuni casi come per il grande monumento a Carducci, agli scalpellini
di Carrara). La trasposizione del modello nel marmo avveniva tramite il riporto delle
misure dal gesso alla pietra con strumenti (squadra, compasso, pantografo) e lo scultore
interveniva nella fase finale. Nella traduzione in bronzo la partecipazione
dellautore si limitava a pochi interventi. Le opere esposte in Gipsoteca permettono
di cogliere il lungo percorso artistico di Bistolfi: allinizio risenti il clima
milanese della scapigliatura espressa nellopera Gli amanti del 1883, intervallato
dalla esecuzione di piccoli gruppi di ispirazione verista come Il Boaro (bozzetto in
terracotta, modello in gesso e opera in bronzo) del 1885. Ma è nei momenti funerari che
lo scultore plasma la sua originalissima interpretazione della poetica del simbolismo (di
cui Bistolfi è considerato il maggiore scultore europeo) :La Sfinge, Le spose della
morte, Il dolore confortato dalle memorie, Il funerale confortato da una vergine, Il sogno
e Resurrezione, realizzate in un arco di tempo che va dal 1890 al 1902. Il linguaggio
espressivo che, tra fine Ottocento e inizio Novecento , aveva trovato definizione
nellArt Nouveau, fu svolto da Bistolfi con sottile modellato nelle targhe
commemorative per la cassa di Risparmio di Cuneo, per la Società bibliografica di Torino
per Cesare Vivante e nei bassorilievi del monumento a Garibaldi di Sanremo. Dal monumento
La bellezza liberata dalla materia (1899-1906), noto anche col titolo de LAlpe
(eretto a Saint Moritz in onore del pittore Giovanni Segantini ), la Gipsoteca casalese
conserva i modelli dellopera non eseguita e quella realizzati con i bassorilievi
raffiguranti La dea Arte e Una processione di pecore, nonché il bozzetto e la forma in
negativo per la fusione in bronzo. Dopo la realizzazione de LAlpe, loperare
dello scultore casalese si esprime con forme più corpose nelle rappresentazioni di
immagini simboliche incarnate da imponenti. Figure femminili; sono di quel periodo Il
desiderio della riva lontana (monumento commemorativo a Zanardelli). Verso la luce
(monumento funerario Abegg). Lattività artistica di Bistolfi si chiude con due
grandi opere commemorative dedicate a Giosuè Carducci (a Bologna) e a Garibaldi (a
Savona). I bozzetti e i modelli in gesso (centodieci esposti e quaranta conservati ancora
nei depositi) furono donati nel 1958 dal banchiere casalese Camillo Venerio; altre
sculture, tra cui due marmi, sono state donate dal nipote Andrea Bistolfi che ha concesso
anche in deposito disegni e terrecotte. |
| SALA
MORBELLI
Le sedici opere di Angelo Morbelli (Alessandria, 1853- Milano, 1919)
sono state affidate in deposito al Museo casalese nel 1995 da Ada Carando e Roberto
Morbelli. La collezione spazia dalle prime prove, La casa ove nacque del 1866, La cascina
(1878), ai dipinti divisionisti Testa di fanciulla malata (1897), La stalla (1918), Vasi
di gerani, (1919). |
MUSEO
Denominazione: Comune di Casale M.- Area
Servizi al cittadino - Settore Cultura - Museo
Responsabile: dott. ssa Germana Mazza
Attività del Museo:
- Esposizioni in primavera e in autunno;
- Visita guidata gratuita alle collezioni museali esposte;
- Vendita di cataloghi, locandine, manifesti, cartoline presso la cassa del Museo;
materiale informativo sul Museo e sulla città in distribuzione gratuita;
- Proiezione video sul Museo e sulla città;
- Conferenze nella Sala delle Lunette, organizzate dallAssessorato alla Cultura (non
è possibile affittare la sala);
- Attività didattica e con visite guidate alle scolaresche, nella giornata di giovedì su
prenotazione;
- Visite infrasettimanali su prenotazione, contattando lufficio Museo (tel. 0142 /
444.249).
Descrizione sintetica del Museo Civico
Dove rivolgersi:
- Museo Civico - via Cavour 5 - ex Convento di Santa Croce
- Segreteria - via Mameli 14 - piano primo
Referente per le informazioni: Elena Varvelli
Tel.: 0142 / 444.249 - 444.309
Fax: 0142 / 444.312
Orario di apertura al pubblico del Museo:
- sabato, domenica e festivi: 10.30 -13.00 / 15.00 -18.30;
- chiuso Natale e Capodanno
- visite infrasettimanali con preavviso alla segreteria
Orario segreteria del Museo: da lunedì a giovedì ore 8.30 -12.30 / 14.00
-17.00; venerdì 8.30 -12.30
Requisiti:
Tutti possono visitare il Museo - i ragazzi minori di 14 anni devono essere
accompagnati da un adulto.
Documentazione da presentare:
Valido documento didentità che attesti i requisiti solo nel caso di esenzioni o
riduzioni del biglietto di ingresso.
Tempi di erogazione:
Le visite infrasettimanali e lattività didattica devono essere prenotate (anche
telefonicamente) almeno un giorno prima.
Contribuzione:
Prezzo del biglietto:
- Intero L. 5.000;
- Ridotto L. 3.000 ( invalidi, militari, ultrasessantenni, studenti, gruppi superiori a 10
persone e iscritti a: T.C.I. e Italia Nostra);
- Gratuito (studenti scuola dellobbligo)
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