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edifici storici e nobiliari
Nel corso dei secoli, altre importanti dimore storiche sono state
costruite non solo nellarea della centrale piazza SantAgostino, ma anche in
altre zone della città.
Larea urbana a sinistra della chiesa di SantAgostino,
presenta alcuni edifici di notevole interesse architettonico, testimonianza dello sviluppo
edilizio della città nellultimo ventennio del 500, sotto il governo del Duca
di Savoia Carlo Emanuele I, da poco entrato in possesso della città.
Tra quelle più interessanti, per storia e architetture, da segnalare,
ad esempio, il Palazzo Luda di
Cortemilia, al numero 16 di via Benso. La famiglia
era originaria dellalbese e si stabilì a Carmagnola verso la metà del Seicento.
Ledificio, di semplici e limpide linee di un raffinato ed elegante barocco, reca
limpronta dellarchitetto Pietro Bonvicini, luganese di origine e molto attivo
in Piemonte, epigono della grande tradizione barocca, in particolare della lezioni di
Guarino Guarini e di Filppo Juvarra. Larea urbana a sinistra della chiesa di
SantAgostino, presenta alcuni edifici di notevole interesse architettonico,
testimonianza dello sviluppo edilizio della città nellultimo ventennio del
500, sotto il governo del Duca di Savoia Carlo Emanuele I, da poco entrato in
possesso della città.
Al numero 22 di via Conte di Carmagnola, si trova la bella Casa Lionne.
Il pregevole portale marmoreo in stile rinascimentale, presenta due lesene scanalate su
alti plinti con capitelli ionici e architrave di tipo classico su cui si sviluppano due
volute che racchiudono lo stemma e il motto della casata. Linsieme è molto
armonioso e di rara eleganza, e ripropone, in una certa qual misura, ma più contenuta e
severa, le linee ariose e classicheggianti che i Cavassa vollero per il portale della loro
Casa a Saluzzo. Il nome del raffinato scultore del portale è rimasto sconosciuto. I
Lionne erano probabilmente di origine francese, forse di Lione, e si trasferirono a
Carmagnola dando vita a un florido commercio di arredi e mobili darte. La facciata
è per altro molto semplice, appena segnata da cornicette marcapiano e ornata da fasce
orizzontali, lesene e finestre rettangolari molto alte
Sulla via omonima, sorge Casa Cavalli, splendido esempio
del pieno barocco, forse già costruito, per lo sfarzo delle sue linee, nella prima metà
del 700.E ignoto il nome dellarchitetto, da considerare tuttavia in
quella linea di caratterizzante tradizione barocca legata alla lezione del Guarini e dello
Juvarra. Il palazzo è tutto in mattoni a vista e le superfici esterne sono segnate,
orizzontalmente, da due fasce marcapiano. Sontuose le alte finestre entro ricche cornici
in cotto, mistilinee, e non meno ricche e di grazia raffinata le inferiate in ferro
battuto. Lultimo proprietario, avvocato Giuseppe Lorenzi, destinò la sua dimora a
sede dellOspizio di Carità. "Ha per scopo di ricoverare e istruire
gratuitamente - scriveva Raffaele Menocchio nelle sue Ricerche storiche della Città
di Carmagnola, pubblicate nel 1890 - poveri giovani e di avviarli ad una professione
meccanica; epperciò compiuta listruzione elementare vengono i ragazzi mandati a
lavorare presso abili artisti. Questo eccellente istituto di artigianelli venne fondato
dallAvv. Giuseppe Lorenzo Cavalli, il quale con testamento aperto il 27 ottobre
1783, destinò a tale uso la sua casa di bella costruzione e il suo ricco
patrimonio".
Tra le dimore nobiliari carmagnolesi, di notevole interesse è ancora
il Palazzo Leprotti, fatto edificare nellultimo quarto del Settecento dalla
omonima famiglia originaria di Cervere e stabilitasi a Carmagnola una cinquantina di anni
prima.Ledificio, in corso Sacchirone, di fronte al giardino pubblico ricavato a
ovest dellex castello, si presenta nelle linee sobrie e compatte di un tardo e
maturo barocco, già con qualche accenno di neoclassicismo. Pregevole esempio di ampia e
signorile dimora, il palazzo si sviluppa su tre piani e nei decenni è passato a
proprietari diversi. Oggi è sede di un "Caffè" e di un ristorante.
Un posto a parte nel panorama di edifici storici di Carmagnola è da
riservare a quella che è detta "Torre
della Musica", sede della ormai storica
"Società Filarmonica". Fondata ufficialmente - come è scritto nella targa
posta allingresso delledificio - nel 1837, anche se, in realtà, la sua data
di nascita deve essere anticipata di qualche decennio, almeno al 1778 quando è già
testimoniato un "Collegio Filarmonico". Lattuale sede - un palazzotto
cinquecentesco, al numero 10 di via Giacinto Carena - venne acquistata dalla
"Società Filarmonica" nel 1894. Ledificio è caratterizzato da una alta e
robusta torre, di struttura compatta, ma snellita e ingentilita con lapertura,
nellultimo piano, di una loggia a tre ampie arcate, secondo una tipologia
architettonica abbastanza diffusa in edifici nobiliari cinquecenteschi. Allinterno
si può ammirare la grande sala della Scuola Musicale con un bel soffitto a cassettoni del
500, e lo storico stendardo della società con il suo ricco medagliere per
riconoscimenti e premi ottenuti nel corso della sua attività artistica.
La "pianta" di Carmagnola disegnata da Giovanni Paolo
Morosino nellestate del 1666, nella sua lucida e luminosa scansione geometrica delle
strade allinterno delle mura e delle fortificazioni della Città, dà conto
dellesistenza di una arteria "principale" che taglia in due,
orizzontalmente, lintero nucleo abitato, da sud - est a nord - ovest. Nella parte
centrale dellincisione - e cioè nel tratto compreso fra il punto in cui si trova la
chiesa di San Giovanni Battista o della Misericordia in piazza Garavella e lultimo
isolato prima di piazza del Popolo in cui sorge Casa Cavassa -, a questa strada rettilinea
(almeno sino allaltezza della facciata della chiesa Collegiata) si affianca,
parallela, a sud, una seconda strada. Con una certa schematicità geometrica un po
eccessiva, il disegno del Morosino offre tuttavia lesatta descrizione di una
situazione urbanistica rimasta sostanzialmente invariata nel corso dei secoli. Compresa la
presenza di un sistema continuo di portici lungo tutta lattuale via Valobra.
"Principale", questa strada, non tanto perché il Morosino labbia
rappresentata più ampia delle altre, quanto piuttosto per evidenti ragioni logistiche, in
quanto, collegando le porte Moneta e San Giovanni, essa veniva a costituire lasse
privilegiato di transito e, quindi, arteria a più alta vocazione commerciale. Lo conferma
la stessa esistenza di portici, da sempre luogo di più vivaci relazioni sociali e di
sviluppo delle attività economico - commerciali.
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