ASTI

Asti pag. 1 - Asti pag. 2



Casa-Forte dei Roero di Settime e Mombarone
Via Roero, 33


Strutture medievali profondamente ristrutturate nel sec. XVIII; restano in evidenza, sul fianco in via Malabayla, numerose arcature tamponate.


Palazzo Ottolenghi
Corso Alfieri, 350


Assunse l'aspetto attuale dopo il 1754 per iniziativa del Conte Carlo Antonio Gabuti di Bestagno, che aveva acquistato dai Ramelli di Celle due antichi fabbricati contigui, affidando poi con tutta probabilitˆ a Benedetto Alfieri l'incarico di riplasmarli in un unico e piu' moderno palazzo. Nel 1851 l'edificio passo' alla famiglia Ottolenghi (la piu' abbiente della comunita' ebraica di Asti), che rinnovo' radicalmente l'appartamento al piano nobile secondo un gusto eclettico che privilegia lo stile Impero. Ricca la decorazione pittorica di questi interni: da segnalare le sovrapporte del Gonin, una tela. "Susanna e i vecchioni", attribuita al Cariani ed un "Cristo nell'orto" di Francesco Cairo.


Palazzo Mazzetti
Corso Alfieri, 357


Antica dimora dei Turco, l'edificio su iniziativa del marchese Giovan Battista Mazzetti subi' un primo intervento di ricostruzione e ampliamento che si concluse nel 1730 con la realizzazione della galleria al primo piano. Il palazzo fu poi ristrutturato e ampliato nel 1751 probabilmente su disegno di Benedetto Alfieri. Notevoli l'atrio, lo scalone, le sale di rappresentanza, lo snodarsi dei balconi in ferro battuto e la sequenza delle finestrature nella facciata, lo stemma in rilievo dei Mazzetti che corona l'apertura centrale del prospetto su Corso Alfieri. All'interno si segnalano alcune sovrapporte del Guala e gli affreschi della galleria. Il palazzo dal 1939 e' sede della Pinacoteca Civica.


Palazzo Alfieri
Corso Alfieri, 375


Casa natale di Vittorio Alfieri. Ristrutturazione di una precedente costruzione medievale ad opera di Benedetto Alfieri (intorno al 1738) caratterizzata da evidenti intenti scenografici. Lavori di adattamento, non interessanti la struttura, realizzati tra il 1901 e il 1903 a cura di Leonetto Ottolenghi, insieme con la sistemazione della piazza attigua. Il palazzo e' attualmente sede del Museo Alfieriano, del Centro Nazionale di Studi Alfieriani, della Biblioteca astense e dell'Istituto per la Storia della Resistenza e della Societa' Contemporanea.


Cripta di Sant' Anastasio
Via Goltieri, 1

L'intero isolato era in origine occupato dal Monastero delle monache benedettine di S. Anastasio, probabile fondazione liutprandea del sec. VIII. Originaria struttura a pianta centrale, successivamente trasformata (sec. XII) in cripta rettangolare sottostante la chiesa romanica di S. Anastasio. Questa nel sec. XVII fu sostituita da una chiesa barocca, poi demolita per erigere il palazzo delle scuole (1907). Sede del Museo Lapidario Medievale (1981). Notevole la cripta, la raccolta di capitelli romanici della chiesa di S. Anastasio e degli stemmi delle famiglie astigiane. Colonne marmoree di recupero di eta' romana nella parte piu' antica della cripta. Due capitelli tardo-romani. Settore di muro romano nelle fondazioni della chiesa romanica di S. Anastasio. La visita e' un'indispensabile preparazione alla scoperta del romanico nel Monferrato.


Palazzo Malabayla
Via Mazzini, 12

Residenza dei Malabayla, famiglia ghibellina di banchieri affermati fin dal XIII secolo in Savoia e nel secolo XIV banchieri nella sede papale di Avignone. Rappresenta il piu' bell'esempio di palazzo rinascimentale ad Asti in gran parte conservato (ristrutturazione di un precedente fabbricato medievale). Finestre guelfe con cimasa decorata a conchiglie e testine. Ingresso fiancheggiato da motivi a candelabre. Interno: cortile circondato da porticato oggi tamponato. Lo stemma della famiglia figura su tutti i capitelli.


Casa-Torre Montafia
Via Mazzini, 7

Residenza di famiglia di banchieri con "casane" (sorta di banchi di pegno) in Savoia e nella Valle del Reno. Elemento della casa-forte che occupava l'intero isolato. Ricorrono le bifore tipiche del gotico astigiano. Lungo la via Malabayla nel 1980 sono emerse numerose testimonianze dell'esistenza di un vasto edificio termale di epoca romana, oltre a numerosi resti medievali.


Torre Rossa
Corso Alfieri

Struttura a sedici lati di epoca augustea (I sec. a. C. - I sec. d.C.) fino alla prima cornice, sopraelevata di due piani in epoca romanica (XII sec.). E' una delle due torri che, collegate da un raccordo ad arcate, costituivano la "porta urbica" occidentale. La citta' romana era attraversata dalla "via Fulvia" (attuale Corso Alfieri) che, costituendo l'asse della citta', prese il nome di "contrada Maestra". Essa proveniva da Derthona ( Tortona) a est, usciva dalla citta' in direzione sud verso Pollentia (Pollenzo - Alba - valichi alpini del Cuneese) e in direzione ovest e nord-ovest verso Carreum Potentia (Chieri - Torino - Monginevro) e Industria (Monteu da Po - Chivasso - Ivrea - Gran S. Bernardo). La biforcazione verso Vardacate (Casale - Vercelli - S. Gottardo) avveniva sul tracciato dell'attuale Corso Casale prima dell'ingresso in citta'. La torre servi' da campanile per la primitiva chiesa (romanica) di S. Caterina. Il suo nome deriva dalla sua appartenenza alla famiglia De Rubeis (Rossi) in epoca posteriore.


Domus Romana
Via Varrone, 32

Resti di casa romana patrizia (frammenti di affresco su intonaco, decorazione marmorea, laterizi, impianto termico, ampio mosaico policromo), intersecati da muri di fondazioni medievali. Importante l'orientamento dei muri della "domus", perpendicolari al tracciato della "Via Fulvia". Di fronte, l'isolato dell'antico monastero delle Clarisse, architettura cinquecentesca, affreschi di Giovan Carlo Aliberti (sec. XVIII).


Chiesa di Santa Caterina

Architettura: progettista Giovanni Battista Ferroggio (sec. XVIII). Grande aula a pianta ellittica che prosegue nella grandiosa cupola; cappelloni perimetrali. La facciata prelude a modi neoclassici.


Palazzo Mazzola
Via Massaia, 5

L'edificio fu costruito per volere di Francesco Mazzola, giureconsulto, nel XVI secolo, ed e' caratterizzato dai portali, dalle finestre a croce guelfa, dal sistema voltato, dalla foggia dei capitelli, tipicamente rinascimentali. Soffitto a cassettoni con decorazione policroma nel salone d'onore. Il salone e' decorato da motivi simbolici seicenteschi a celebrazione dei fasti della famiglia, borghese, di origine albese. Il palazzo e' stato sede dell' Opera Pia Buon Pastore per l'assistenza delle madri nubili e delle orfane o trovatelle. Ospito' anche la sezione maternita' dell'Ospedale Civile. E' attualmente sede dell'Archivio Storico comunale, uno dei piu' importanti del Piemonte, che conserva tra l'altro il Codex Astensis (detto "Malabayla") e il Codice Catenato degli Statuti del Comune medievale. Altre importanti sezioni: archivio del Palio, fototeca storica, laboratorio di restauro.


Palazzo Pelletta
Via Varrone, 54


Edificio gotico gia' proprieta' dei Pelletta, banchieri nel sec. XIII e XIV in Valle d'Aosta, nella Savoia, a Colonia. Totalmente ristrutturato all'interno, conserva numerose arcature tipicamente astesi nelle finestre della facciata. E' tradizionalmente noto come "casa di Pilato" forse perche' nei pressi aveva luogo una stazione processionale durante le celebrazioni popolari della Passione.


Cattedrale
Piazza Cattedrale

Architettura: e' il principale esempio di gotico-piemontese, realizzato nella prima meta' del sec. XIV da maestranze locali per iniziativa del vescovo Arnaldo De Rosette, originario della Saintonge (Francia occidentale), ispirato a modelli architettonici e decorativi francesi. Antiporta lato sud: decorata soprattutto da motivi zoomorfi e vegetali di tradizione locale (sec. XIV). Campanile romanico (meta' del sec. XIII). Sacrestie (sec. XVIII), realizzate a seguito del prolungamento dell'edificio su disegno di Bernardo Vittone. Eliminazione delle costolature delle volte (sec. XVIII). Pittura: opere di Gandolfino da Roreto (sec. XV - XVI): la Madonna del "Banchiere", lo Sposalizio della Madonna, la Genealogia della Madonna (polittico smembrato), la Deposizione. Di Guglielmo Caccia detto "il Moncalvo": la Risurrezione (sec. XVI - XVII). Affreschi settecenteschi: Francesco Fabrica e G. Battista Rocca per le navate, il trabsetto, il triburio; Carlo Carloni e G. Perego per le absidi. Di Francesco Bassano detto "il Bassanino": Adorazione dei Magi (fine sec. XVI). Altri: Milocco, Bianchi, anonimi. Scultura: notevoli le mensole e il capitellino dell'ingresso centrale ovest; "Maria fra gli angeli, apostoli e santi" (antiporta sud, sec. XV). Gruppo statuario del Cristo morto, terracotta policroma (inizio sec. XVI). Arredo ligneo: Francesco Salario, Antonio Varale. Ciborio, presso pilastro del tiburio, di Francesco Piffetti (sec. XVIII). Organi: Grisanti (sec. XVIII), Serassi (sec XIX). Altare centrale: progetto Benedetto Alfieri. Interno: acquasantiere, gia' vasche battesimali, una preromanica, l'altra gotica, su capitelli romani. Fonte battesimale (sec. XV) di materiale romano di spoglio. Pietra tombale del vescovo Baldraco Malabayla (sec. XIV) e targa marmorea di Arricino Moneta (primo esempio di monumento equestre in Piemonte, sec. XIII).


Case dei Pelletta
Via Natta/angolo Via Milliavacca

La struttura medievale e' evidenziata dalle arcature di alcune finestre. La proprieta' dei Pelletta (banchieri in Val d'Aosta e in Savoia, secc. XIII e XIV) e' contrassegnata dalla bella targa marmorea con il leone rampante, distintivo della casata; Il conte Gerolamo Pelletta offri' alla Cattedrale la sontuosa antiporta dell'ingresso meridionale, anch'esso recante l'arme della famiglia.


Torre Natta
Via Natta/angolo Via Milliavacca

Collegata alla relativa casa Natta, e' una delle strutture difensive di cui questa era corredata. La copertura e' frutto di interventi posteriori. I Natta, signori di Tonco e Alfiano, presenti nella storia astigiana fin dal XIV sec., contano due eminenti giuristi: Giorgio (sec. XV) e Marco Antonio (sec. XVI).


Palazzo Verasis - Asinari
Via Natta, 22


L'impianto medievale (sec. XII - XIII) e’ visibile nell'arco del portale e in quelli delle finestre ( anche nel cortile) e si distingue chiaramente dai successivi interventi (sec. XV - XVI) caratterizzati dalle finestre a croce guelfa fiancheggiate da esili colonnine tortili variamente lavorate e, nel cortile, dal porticato in cui spiccano i capitelli di foggia rinascimentale. Gli Asinari, ghibellini, avevano banche in Avigliana, Francia, Svizzera, Germania, tra i secc. XIV e XVI. Il palazzo e' attualmente sede del Civico Istituto di Musica "G. Verdi".


Palazzo Falletti
Via Giobert/ angolo Via Natta

Severo edificio di impianto rinascimentale, con successivi interventi. Notevole e' il portale su Via Giobert (l'antica Rue de la Madeleine, secondo la toponomastica napoleonica) con tipiche decorazioni a candelabre e rosoni. All'incrocio della via Giobert con le antiche mura (poi tagliate) si trovava la chiesa con l'annesso convento domenicano della Maddalena.



Palazzo Amico di Castell'Alfero
Piazza Cattedrale, 2

Benche' il fronte su Piazza Cattedrale presenti le caratteristiche tipiche della ristrutturazione settecentesca, compaiono nel corpo di fabbrica esposto a mezzogiorno gli elementi tipici dell'architettura gotica: le arcature del loggiato al secondo piano tamponate e il coronamento trecentesco. Da questa piazza si gode anche una veduta complessiva della fabbrica della Cattedrale che si presenta nella mole imponente che ricorda le cattedrali - fortezza del midi' francese.


Palazzo Zoya
Via Carducci, 65

Questo edificio fa parte della casa-forte della famiglia Zoya, parzialmente ristrutturata nel sec. XVI - XVII. Loggiato al piano superiore nel cortile interno. Volte originali nei saloni dell'interrato, dove aveva luogo l'attivita' mercantile e il deposito delle merci. Nelle sale superiori soffitti a cassettoni e decorazioni grottesche del sec. XVI. Proprieta' privata.


Case degli Strata e dei Della Rovere
Via Giobert

Il fronte-strada su Via Giobert conserva in gran parte la struttura medievale.



Palazzo Vescovile
Via Carducci, 50

Casa forte dei Macalufo, poi Bunei, ristrutturata nel sec.XV dal vescovo Vasino Malabayla. E' visibile la struttura interna della parte inferiore di una delle quattro torri che ne costituivano la potente struttura difensiva. Sul fronte verso la Piazzetta del Seminario sono visibili le decorazioni in mattoni ferraioli.


Seminario vescovile (sec. XVIII)
Piazzetta del Seminario

Costruito a partire dal 1763 su progetto di Benedetto Alfieri sulla demolizione del pregedente, sostanzialmente terminato nel 1766, subi' ampliamenti fino al 1880. Architettura molto sobria verso l'esterno, molto piu' articolata all'interno. La biblioteca e' ricca di manoscritti (anche miniati) pergamenacei, incunaboli, preziosi volumi a stampa. Nell'ampio refettorio opere di Giacomino e Giovanni Longo Perosino e di Gandolfino da Roreto.


Torre Solara (sec. XIV)
Via Giobert, angolo Via Carducci

All'angolo dell'isolato delle scuole e' quanto rimane della torre dei Solaro, potente famiglia guelfa, che da sola fronteggio' la coalizione ghibellina a lungo con successo. Contava "casane" in tutte le regioni d'Europa.



Piazza Roma

Piazza Roma risulta dalla demolizione della chiesa e convento di S. Bernardino. Le case e il voltone dei Gardini, di cui resta memoria nel fabbricato che fa angolo con Via Balbo, segnavano il limite fra il mercato del Santo e quello del Duomo.


Torre dei Comentini
Corso Alfieri

Una delle due torri rimaste integre dalla loro costruzione (sec. XIII) alta circa 38 metri. Il palazzo sottostante e' una costruzione neo - gotica del secolo XIX.


Sinagoga e Museo Ebraico
Via Ottolenghi, 8

Edificio di culto ebraico, connesso con il "ghetto". La comunita' ebraica si costituisce in Asti a partire dal sec. XIV raggiungendo una notevole consistenza verso la fine del sec. XVIII. Gli ebrei astigiani hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo economico e culturale della citta', oltre che alla politica nazionale (Isacco Artom). Per la visita del museo rivolgersi a Palazzo Mazzetti (Corso Alfieri, 357)



Palazzo dei Cistercensi e chiesa della Consolata e di S.Teobaldo
Via Hope/angolo Via Orfanotrofio

Il corpo di fabbrica in stile barocco (arch. G. Antonio Sevalle, 1725 circa) fa parte del Monastero dei Cistercensi a cui appartiene anche la chiesa attigua. Notevoli stalli del coro e altare rococo'.


Palazzo Pergamo
Via Orfanotrofio

Gli elementi architettonici in stile gotico appartengono al palazzo gia' della famiglia Pergamo.


Archivio di Stato
Via Orfanotrofio/angolo Via Morelli

Contiene la documentazione storica degli Enti pubblici e di archivi privati fra cui quello dei Roero di Settime; importante quella relativa all'amministrazione francese ( i "conti orleanensi") del XV secolo. Di fronte al palazzo dell'Archivio il cosiddetto "Palazzo Magno" ritenuto dimora viscontea nel XV secolo, quando Asti fu la dote di Valentina Visconti sposa di Luigi d'Orleans, fratello del re Carlo VI di Francia. Nella chiesa di S. Silvestro importanti tele di Michelangelo Pittatore, astigiano, (sec. XIX).


Torre Troyana
Piazza Medici / angolo Via Hope


E' detta "torre dell'orologio" e fu donata al Comune da Emanuele Filiberto di Savoia (sec. XVI) come sede del civico orologio che segnava l'ora ufficiale degli atti pubblici. La torre e' una delle due rimaste integre ed e' caratterizzata dalle eleganti bifore gotiche (sec. XII - XIV). Apparteneva in origine alla famiglia Troya, ghibellina, che possedeva "casane" in Svizzera.


Fontana dell'acquedotto
Piazza Medici

Opera di Materno Giribaldi, e' un esempio di statuaria Liberty. Fu collocata nel 1908 a memoria della costruzione dell'acquedotto municipale sul sedime della chiesa secentesca della "Piccola Annunziata", demolita nel 1907.


Resti dell'Anfiteatro Romano
Via d'Azeglio, 22

Recenti scavi hanno evidenziato le fondazioni dell'Anfiteatro Romano risalente al II sec. d.C.; si calcola che le sue dimensioni fossero di circa 60x90 metri.


Foresteria dell'antica Certosa
Via C. Battisti, 18/22

Strutture quattrocentesche destinate agli ospiti della Certosa che si trovava in Valmanera, ora parzialmente adibite a ristorante. Bel soffitto a cassettoni all'interno del locale commerciale attiguo.


Santa Maria Nuova e Convento degli Agostiniani
Piazza S. Maria Nuova e Via Botallo

Strutture tardo gotiche riprese in un complesso cinquecentesco ora adibito ad ospedale. Campanile romanico. Nella chiesa grande pala di Gandolfino da Roreto con Madonna e Santi (1499-1501) e dello stesso la Nativita' (1515 circa). Anonimo romano del sec. XVI: S.Pietro e gli Apostoli. Pittore lombardo del sec. XIII: Sant'Agostino e il miracolo dell'ossessa. Pittore veneto del sec. XVIII: Adorazione dei Magi. Maniera di Giuseppe Bazzani (Mantova, sec. XVIII): La fondazione della chiesa dei Santi Apostoli. Piede di leggio (scultura lignea) sec. XVI. Cattedra Abbaziale (dossale, scultura lignea) sec. XVI. Il cortile dell'ospedale e’ un bell'esempio di ariosa architettura rinascimentale nello sviluppo del grande chiostro.


Rotonda del Santo Sepolcro (sec. XII)
Corso Alfieri, 2

E' la chiesa annessa al Priorato dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme (poi ordine Ospitaliero dei Cavalieri di Rodi, che prese in seguito il nome di Ordine Militare dei Cavalieri di Malta). Esisteva anche l'ospizio per i pellegrini, essendo Asti una delle stazioni previste dai pellegrinaggi verso Roma e Gerusalemme, con provenienza d'oltralpe. Stile romanico, aula a pianta ottagonale con deambulatorio. La struttura e' quella delle chiese portanti lo stesso titolo e richiama la basilica del Santo Sepolcro in Gerusalemme. Accostata alla rotonda, la chiesa priorale di S. Pietro in Consavia, realizzata per favore dell'astigiano Priore di Lombardia, Giorgio Valperga, in forme rinascimentali, con bei fregi in cotto sia all'interno che all'esterno. Gli spazi conventuali ospitano il Museo Paleontologico, il Museo Archeologico e, in questo, la sezione egizia.


Chiesa di Santa Maria di Viatosto
Viatosto

L'architettura gotica si innesta su preesistenti strutture romaniche. Pianta basilicale, priva di transetto, abside poligonale. Campanile quadrato, costruito secondo modi romanici, databile alla meta' del sec. XIII, piu' volte rimaneggiato, sopraelevato nel 1897. L'esterno e' tutto in mattoni a vista. La facciata, con profilo a salienti interrotti, e' impreziosita da un portale strombato con cordonature bianco-rosse in cotto e arenaria. Nella lunetta: affresco raffigurante la Madonna con i simboli della ruralita' (grano e uva), opera dei pittori astigiani G. Manzone e O. Bausano. L'interno e' articolato in tre navate da due ordini di pilastri quadrilobati con capitelli in arenaria scolpiti a motivi prevalentemente vegetali e zoomorfi. Volte a crociera con chiavi in arenaria recanti in rilievo stemmi gentilizi o di ordini monastici. Sulle pareti, affreschi della prima meta' del sec. XV in corso di restauro. Nella navata sinistra, L'Incoronazione di Maria Vergine, gruppo scultoreo tardo gotico in terracotta policroma attribuibile a Filiberto di Alessandria. Nell'abside, statua in legno policromo della Madonna col Bambino (sec. XIV). Lungo la navata destra, notevole la cornice lignea rinascimentale decorata a candelabre della porta laterale (i pannelli furono rubati alla fine del sec. XIX).



 

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