Terre ospitali,che non
negano a nessuno il loro sorriso e dove tengono conto l’amicizia, la
cordialità viva,la schietta disponibilità. Terre anche di sapienza
artigianale,di sapori squisiti,di antiche tradizioni,di musiche…Crogiolo
di genti e di esperienze diverse,queste terre hanno filtrato in ciò che le
caratterizza, culture diverse rielaborate al soffio della tradizione greca
e latina e all’influsso del vicino oriente….
8 AGOSTO 2004 domenica
San Damiano partenza ore
4.
Autostrada
Asti,Bologna,Firenze;Roma,Napoli .Autostrada Salerno- Reggio Calabria
,uscita Battipaglia per Eboli. Direzione Aquara sui monti Alburni. Parco
naturale del Cilento.
KM 970
9 AGOSTO 2004 lunedì
Ospiti in casa di amici
,visitiamo Aquara.tipico paesino di montagna immerso in un ambiente ancora
da scoprire,ecologicamente incontaminato,
allietato dall’antica
serena amabilità dei suoi abitanti e dalla nota tradizione enogastronomica.
10 AGOSTO 2004 martedì
Tutti al mare a Paestum.fondata
dagli achei col nome di Poseidonia.In questo felice periodo vennero
innalzati tre grandi templi che ancora oggi ammiriamo.
11 AGOSTO mercoledì
Gustiamo le prelibatezze
locali e ci riposiamo.
12 AGOSTO 2004 giovedì
Partiamo per il nostro 1°
itinerario;la Calabria.
Da Aquara procediamo per
Roccadaspide e per Acropoli,il cui borgo si raccoglie intorno al castello
bizantino di Rocca Cilento. Le architetture del nucleo storico hanno
mantenuto la loro impronta medievale. Attraversiamo
S. Maria di Castellabate
e a Marina di Ascea ci fermiamo per il pranzo e per un bagno. Saliamo per
Ascea e Pisciotta .Il Cilento è infatti la parte più aspra della
Campania,aspra per l’alternanza di dossoni collinari e monti che si
susseguono in ordine sparso su cui sono arroccate le borgate. Costeggiamo
Capo Palinuro che prende nome appunto da Palinuro,il timoniere di Enea
caduto in queste acque e immortalato da Virgilio nell’Eneide. La bellezza
della costiera è accresciuta dalla profumata macchia mediterranea e dalle
compatte distese di ulivi. Nel golfo di Policastro altro bagno. Dopo Sapri
e Maratea in uno splendido scenario ,
arriviamo in Calabria e a
Praia a Mare ci fermiamo in un parcheggio gratis e con acqua a sud del
lungomare ,davanti all’isola di Dino.
Praia è una attrezzata
stazione balneare del litorale tirrenico,lungo la pittoresca costiera a
nord di capo Scalea. I paesi rivieraschi del Cosentino si presentano con
impianto medievale.E’ detta la Riviera dei cedri,per la diffusa pratica
della coltura del cedro.
KM 260
13 AGOSTO 2004 venerdì
Scalea,Cirella,Belvedere
Marittima paesini arroccati,Marina di Paola. dove sorge arroccato nella
gola dell’Isco il santuario di San Francesco dove sono custodite le sue
reliquie. Dopo Amantea arriviamo nel golfo di S.Eufemia con le sue lunghe
spiagge tirreniche. Arriviamo a Tropea verso sera dove ci aspettano degli
amici .Parcheggiamo in un terreno sterrato vicino alla ferrovia.
KM 190
14 AGOSTO sabato
Con gli amici torniamo
indietro per visitare Pizzo Calabro,situata a picco sul mare in pittoresca
posizione .Nel castello costruito da Ferdinando 1° di Aragona fu fucilato
nel 1815 Giacchino Murat,in seguito al tentativo di riconquista del regno
di Napoli. Pranziamo divinamente nell’entroterra gustando le piccanti
delizie calabre.
Al pomeriggio spiaggia a
bagno a Tropea davanti al caratteristico scoglio su cui sorge la chiesa
altomedievale di S. Maria dell’isola ,costruita su un precedente convento
benedettino. Tropea è ormai ,per le sue spiagge e per i suoi attrezzati
villaggi , nota località balneare ambita da personaggi noti e non. Su una
rupe arenaria che domina il mare sorge il nucleo storico di Tropea che ha
saputo mantenere intatte le sue architetture e il suo fascino.Splendida è
la Cattedrale di origine normanna. Sulle stradine del pittoresco centro
storico si affacciano fastose residenze patrizie.
15 AGOSTO domenica
Lasciamo Tropea con
dispiacere,anche perché oggi com’è tradizione,viene trasportata in barca
la Madonna. Arriviamo al promontorio roccioso di Capo Vaticano,dichiarato
quest’anno una delle più belle spiagge del mondo .Nel cuore del golfo di
Gioia sorge Nicotera,in una posizione panoramica su di un terrazzo
digradante verso il mare .Dopo Gioia Tauro,Palmi e Bagnara ecco Scilla.
Centro balneare importante per la pesca del pesce spada e la produzione di
agrumi,è posta all’imboccatura dello stretto di Messina. Nota è la
leggenda di Scilla e Cariddi:durante il suo viaggio di ritorno a
Itaca,Ulisse dovette attraversare lo Stretto di Messina. Il passo tra le
due coste era però sorvegliato da un lato da Scilla,un mostro dotato di
sei lunghi colli con orrende teste,dall’altro dal suo “collega” Cariddi,che
di continuo ingoiava i flutti del mare con tutto ciò che trovava in essi.
Grazie al sacrificio di sei suoi compagni ,Ulisse riuscì a passare lo
stretto e a continuare il suo viaggio .In questo mitico ambiente ci
fermiamo per il pranzo. Per arrivare velocemente a Reggio Calabria
prendiamo l’autostrada .E’ una bella giornata,e davanti a noi ,al di là
dello Stretto ,la Sicilia si presenta con sua maestà l’Etna .Dopo Bova ci
fermiamo per un bagno: alle nostre spalle montagne spoglie si ergono e
danno l’idea di dune di sabbia che il vento ha trasportato lontano dal
mare. La strada è dritta e costeggia immense spiagge libere e praticamente
vuote:gabbiani e qualche ombrellone chiuso. Bovalino,e poi Locri,fondata
dai greci città di notevole importanza durante la Magna Grecia. Famosi i
suoi scavi .
Fondata dai profughi di
Locri è Gerace,splendida cittadina dell’Aspromonte a 470 metri sul livello
del mare.Il nome deriva dal greco Jerax,sparviero.. L’abitato conserva
molto del suo assetto medievale ed è dominato dai pittoreschi ruderi del
castello da cui si gode un ampio panorama. La Cattedrale , d’origine
romanico-bizantina,è la più grande chiesa della Calabria,edificata intorno
al Mille .Il maestoso interno è diviso in tre navate da colonne di
recupero diverse tra loro. Ci fermiamo nel parcheggio vicino al castello
aragonese e pernottiamo.
KM 250
16 AGOSTO lunedì
Vogliamo oggi visitare
un’altra cittadina dell’interno :Stilo .Dopo Locri, Siderno,Gioiosa
Ionica,Monasterace ecco Stilo che sorge sul versante sudorientale delle
Serre alle pendici del monte Consolino. La catena delle Serre forma
l’ossatura montana della Calabria meridionale,tra i golfi di Sant’Eufemia
e di Squillace.La splendida Cattolica di Stilo rappresenta uno dei più
alti esempi di chiesa di stile bizantino in Italia. Armoniosa costruzione
in mattoni a pianta quadrata,la chiesa vanta cinque cupole su tamburi
cilindrici ,oltre ad un interno decorato da affreschi bizantini del X
secolo. Proseguiamo e a Soverato sosta per pranzo e bagno. Ci dirigiamo
verso Capo Rizzuto dove sorgono stabilimenti balneari e villaggi
turistici. Ci fermiamo nel parcheggio del porto del borgo Le Castella,celebre
per la sua suggestiva fortezza aragonese. In uno dei tratti più belli
della Riserva Marina di Isola Capo Rizzuto sorge certamente uno dei
castelli più affascinanti d’Italia, grazie anche alla sua particolare
ubicazione che lo vede trionfare su un isolotto legato alla costa solo da
una sottile lingua di terra. Non a caso la Regione lo ha assunto come
simbolo del turismo calabrese. Alla sera nel nostro parcheggio assistiamo
ad uno spettacolo di un noto personaggio di Zelig.
KM 180
17 AGOSTO martedì
Lungo la bellissima
striscia di mare del litorale ionico della provincia di Crotone, con
spiagge sabbiose ,si ergono torri e castelli che mantengono la loro storia
che racconta la presenza di varie culture. Le numerose torri sul mare sono
oggi quel che resta degli osservatori per scrutare fino al confine
l’arrivo dell’invasore. I castelli,la custodia dei re e della loro
cultura.
Mare ma anche
monti:questa è anche la Calabria e noi oggi vogliamo conoscere un angolo
della Sila. Dopo Crotone ,procediamo all’interno per Santa Severina,centro
isolato su una rupe nella bassa valle del Neto. Domina il castello Carafa
quattrocentesco,posto a dominio dell’abitato e visibile in tutta la sua
maestosità,da ogni angolo della vallata del fiume Neto. Ha un mastio
quadrilatero e torri cilindriche agli angoli. E più tardi giungiamo a San
Giovanni in Fiore ,nella Sila Grande, cittadina sorta intorno alla Badia
Florense,celebre abbazia fondata nel 1200 circa, da Gioacchino da
Fiore,grande mistico medievale ricordato da Dante nel Paradiso. A pochi
chilometri c’è il lago Ampollino, bacino artificiale dalle rive boscose
che raccoglie le acque del fiume omonimo. E’ frequentato per il soggiorno
estivo, per la pesca e per gli sport invernali. Siamo nel cuore della Sila
Grande che fa parte con la Sila Piccola(provincia di Catanzaro),e
l’Aspromonte(provincia di Reggio Calabria) del Parco Nazionale della
Calabria,di recente istituzione.
Ci dirigiamo per
Camigliatello Silano,ma prima ci fermiamo in una trattoria a Moccone
consigliataci per il giusto rapporto qualità-prezzo. Nel pomeriggio
arriviamo e posteggiamo lungo le rive del lago Cecita,immerso in fitti
boschi di conifere, verdi pascoli dove brucano mucche e pieno di pesci.
Trascorriamo una serena nottata in compagnia del cielo stellato e di due
coperte di lana.
KM 160
18 AGOSTO mercoledì
Ripartiamo e per una
strada tortuosa immersa nei castagni arriviamo a Corigliano
Calabro:notevole il suo castello che è uno dei più belli della Calabria.
Scendiamo verso la costa e arriviamo nella piana di Sibari,centro noto per
la rilevanza archeologica e sito nel comune di Cassano allo Ionio .
Nell’antichità Sybaris era talmente ricca e famosa che il nome dei suoi
abitanti divenne sinonimo di raffinatezza e opulenza. Gli invidiosi
crotoniati la rasero al suolo e di lei con l’andare del tempo si perse
memoria. Soltanto nel 1962 gli studiosi individuarono lungo il corso del
fiume Crati il sito esatto della colonia achea e dell’adiacente centro
romano di Copia,fra cui il teatro,un complesso termale e una piazza
lastricata. .Pranzo e bagno a Rocca Imperiale Marina.
Nella Piana di Metaponto
siamo in Basilicata,la attraversiamo e arriviamo a Taranto,attivissimo
porto e importante base militare marina. Taranto fu la più grande città
–stato della Magna Grecia. Oggi,la città appare bifronte,con un suggestivo
centro medievale incalzato dai mostri dell’industria siderurgica.
Attraversiamo il ponte che divide il Mare Grande dal Mare Piccolo. Ed ecco
il castello aragonese. Castel Sant’Angelo,con quattro torrioni
cilindrici,posto a sentinella sul canale che mette in comunicazione il Mar
Piccolo e il Mar Grande,rispettivamente una laguna e una grande baia.
Vorremo fermarci poi a Porto Cesareo,ma non troviamo parcheggio. Da quel
che riusciamo a vedere dal camper è un centro
peschereccio ma soprattutto località balneare caratterizzata da isolotti e
scogli che fronteggiano il litorale sabbioso.
Arriviamo a Porto
Selvaggio ,cittadina ricca di nobili e maestose ville.
Parcheggiamo a S. Maria
al Bagno paese davanti a Gallipoli.
KM 300
19 AGOSTO giovedì
Visitiamo
Gallipoli,chiamata dai greci,e con ragione,Katè polis,ovvero la città
bella. Gallipoli fa l’effetto di un luogo esotico: “tutta bianca sotto il
sole,affocata come una città araba della costa d’Africa” parve a
D’Annunzio il 28 luglio 1895. Il nucleo medievale sorge su una isoletta
prospiciente la costa ed è raccolto attorno alla seicentesca cattedrale di
Sant’Agata .Il centro ha mantenuto il suo tessuto viario,che per la
tortuosità e il candido splendore degli edifici gli conferisce
un’apparenza orientaleggiante. Attorno al centro storico corre il
perimetro della cinta muraria trasformata in una scenografica passeggiata
chiamata “Le Riviere”. Una passeggiata al mercato del pesce,sotto il
castello ,è doverosa. Si può girare tra i banchi allestiti con
fantasia,curiosare fra le “collane” fatte di pesce,le conchiglie o le
spugne di mare,ascoltare gli schiamazzi dei pescatori che fanno assaggiare
su un pezzo di pane,i frutti di mare…
Il bagno lo facciamo a
pagamento a Punta Pizzo,ma ne vale la pena perché ci ritroviamo immersi in
una baia che racchiude un mare meravigliosamente verde- azzurro:è una
piscina naturale, non a caso chiamata Baia Verde.
Ci aspettano a Leuca
degli amici che ci ospitano a Gagliano del Capo. L’Adriatico incontra lo
Ionio davanti al Capo di Santa Maria di Leuca; qua e là,tra le rocce
spuntano i “caseddhi”,casupole costruite con la pietra ricavata dallo
scasso del terreno.
A Capo Santa Maria Di
Leuca ,estrema punta della penisola salentina,sorge il santuario di Santa
Maria di Leuca,eretto nel settecento sulle rovine di un tempio dedicato a
Minerva.
Per cena ci spostiamo a
Punta del Ciolo, così chiamato per la presenza nella zona di corvi( da
queste parti chiamati ciole),splendido fiordo ,con l’omonima grotta
preistorica e un ponte panoramico dal quale si tuffano i bagnanti più
temerari. Ceniamo su di una terrazza prospiciente il fiordo.
KM 160
20 AGOSTO venerdì
Mentre io di buon mattino
faccio il bagno tra le acque dello Ionio di Pescalusa,mio marito va a
pesca di tonni,e con sua immensa fortuna si trova circondato da un branco
di delfini.
Lasciamo gli amici e
ripartiamo e prima di Castro visitiamo la grotta Verde e quindi la grotta
della Zinzulusa ( zinzula in pugliese significa “cenciosa”). Scoperta nel
1793,nel fiume sotterraneo che scorre all’interno della grotta marina
vivono alcuni crostacei per i quali l’evoluzione sembra essersi fermata.
Vi si accede attraverso un sentiero che porta al Corridoio delle
meraviglie,rivestito di splendide stalattiti e stalagmiti.
Lungo il tratto della
costa rocciosa a sud di Otranto s’incontra Santa Cesarea Terme,frequentato
centro balneare e nota stazione termale .Gli stabilimenti sfruttano le
acque salso-iodiche che scaturiscono da quattro grotte della bastionata
costiera.
Oltrepassato Capo
d’Otranto,arriviamo ad Otranto e parcheggiamo in un parcheggio a pagamento
vicino al castello.”Mamma….li turchi”. Con le sue bianche mura,i suoi
bastioni,Otranto è ancora racchiusa in questo grido e riporta,come
d’incanto,ai tempi in cui si ergeva a baluardo contro le scorrerie
saracene più di 500 anni fa.
Antico centro del
Salento, è il punto più orientale della penisola, dista solo 70 chilometri
dall’Albania.. Di probabili origini greche,svolse un importante ruolo
sotto i Bizantini. Passata poi ai Normanni decadde fino ad essere
impugnata dai Turchi nel 1480 per poi essere liberata l’anno successivo.
Il nucleo antico,quasi del tutto cinto da un turrito perimetro murario,in
cui si apre la porta Alfonsina,ha conservato il tessuto medievale. La
cattedrale è imponente. Sulla facciata un rosone in forme gotico-arabe,sovrasta
il portale seicentesco. Il severo interno a tre navate ha un pregevole
soffitto a cassettoni in legno dorato e un mosaico pavimentale del 1165.
Di straordinaria importanza storica e di grande suggestione fantastica è
il mosaico pavimentale raffigurante l’albero della vita. Opera del monaco
Pantaleone fu realizzata dal 1163 al 1165. L’albero appare sorretto da due
elefanti;sui suoi rami sono distribuite figurazioni allegoriche che
compendiano la storia dell’umanità. Misura circa 800 mq di superficie.
Nella cappella dei Martiri sono conservate le ossa di quasi 600 vittime
dell’eccidio perpetrato dai Turchi nel 1480. Aggrediti da forze
nemiche,difesero fede e patria col sacrificio della vita conquistando non
solo fama nelle cronache del tempo,ma soprattutto imprimendo la memoria
del loro martirio nella tradizione del loro popolo che, giustamente,ogni
anno li celebra e li ricorda. Sotto l’abside si trova un’ampia cripta.
KM 60
21 AGOSTO sabato
Dopo aver visitato
Otranto,riprendiamo la strada. Arenili di finissima sabbia in accoglienti
baie,circondate da folte pinete,a tratti basse scogliere,movimentano il
paesaggio e danno vita a una straordinaria mobilità panoramica.
Costeggiati i laghi Alimini ,che un fitto bosco divide dal
mare,parcheggiamo tre Roca e San Foca,nota località balneare. Nel
pomeriggio visitiamo Lecce di grande interesse artistico . Quando giungi a
Lecce ,ti lasci immediatamente conquistare dalla grazia pulita del centro
urbano,dalle strade che da quel centro si diramano o verso di esso
convergono…Lecce è un’invenzione della luce: a tutte le ore del giorno. La
luce,qui, domina sovrana. Il fulgore del barocco esplose a Lecce alla fine
del cinquecento,in piena epoca spagnola .L’arco di trionfo,l’obelisco,la
chiesa del Rosario,la piazza del duomo con la statua di S, Oronzo,la
chiesa del Gesù, quella di S. Croce,l’anfiteatro romano…. Questi e altri
capolavori ,fanno di Lecce un trionfo del barocco.
Dopo la visita
accaldati,decidiamo di tornare indietro a Roca per uno stupendo bagno tra
scogli e acque incredibili e ci fermiamo per la notte in riva al mare.
KM 90
22 AGOSTO domenica
Da Brindisi procediamo
per la strada che all’interno ci porta a San Vito dei Normanni e poi ad
Ostuni,pittoresco borgo medievale , sulle Murge. Fu dominio normanno,poi
leccese e tarantino,poi barese e alla fine,appartenne a nobili spagnoli.
Il nucleo più antico,dalle caratteristiche case bianche,è arroccato sul
maggiore dei colli della cittadina. Notevole la cattedrale e simpatici i
negozi stracolmi di fischietti di tutte le forme.
Dopo Fasano e la
bellissima Selva di Fasano arriviamo a Castellana Grotte situata ai
margini di un esteso territorio carsico nei cui pressi si trovano le
celebri grotte .Costituiscono il più vasto e magnifico complesso
speleologico fra quelli fino ad oggi scoperti in Italia. Presentano
splendide concrezioni calcaree dalle forme più svariate,che danno il nome
ai singoli ambienti. La visita alle Grotte,scoperte da Franco Anelli nel
1938 si sviluppa lungo due itinerari:quello breve,lungo 1 Km. E’ della
durata di 50 minuti,giunge fino alla caverna del Precipizio,prima di
tornare alla Greve,la prima caverna e l’unica a comunicare con l’esterno;
quello lungo di 3 Km,della durata di 3 ore,giunge fino all’ultima
grotta,la grotta Bianca,definita,per il candore delle sue concrezioni,la
più splendente del mondo. Scegliamo l’itinerario più lungo.(13 euro).
Torniamo indietro per
Martina Franca dove ci aspettano degli amici.
23 AGOSTO lunedì
Martina Franca appare
adagiata dolce ma aristocratica su un colle che domina la Valle d’Itria.
Nel Trecento,per incoraggiare il popolamento del piccolo borgo di Martina,
il principe Filippo D’Angiò,concesse importanti franchigie a chi vi si
stabiliva .La città si sviluppò rapidamente e poco dopo mutò il suo nome
in Martina Franca. Visitando il suo centro storico appare il palazzo
Ducale,oggi sede del municipio,con la sua facciata imponente divisa
orizzontalmente da una balconata in ferro battuto. E poi innumerevoli
altri palazzi barocchi fino ad arrivare alla bellissima Basilica di S.
Martino.
La Valle d’Itria
,ammirata dall’alto dai vari balconi naturali ,è splendida con i suoi
trulli e le masserie,diventati oggetti del desiderio. In molti sono
disposti a pagarli a qualsiasi cifra. .Nel pomeriggio visita a Locorotondo,posto
su di un’altura e ad Alberobello,famoso per essere quasi interamente
costituito dai trulli. I trulli hanno origine molto antica. Sopra un
basamento cubico o cilindrico si imposta la copertura conica formata da
anelli concentrici di pietre calcaree a secco .Secondo alcune fonti la
forma dei trulli richiama i nuraghi sardi,mentre la cuspide( a disco,a
sfera, a piramide)che termina la falsa cupola ci riporta ad un lontano
passato pagano .Una recente tesi identifica l’origine dei trulli al
periodo bizantino. Gli studiosi ricordano l’esistenza in Turchia di un
villaggio composto da migliaia di trulli .E la cittadina asiatica venne
fondata circa mille anni fa,in corrispondenza con la conquista bizantina
della Puglia. Internamente sono disposti gli ambienti domestici. Molto
interessante è il trullo Sovrano che con i suoi due piani ,è il più alto
del paese.
KM 250 (in due giorni)
24 AGOSTO martedì
Da Martina ,via Mottola e
Castellaneta,centro su un rilievo delle Murge tarantine, ai margini di una
grandiosa gravina e patria di Rodolfo Valentino,arriviamo a Matera. nota
per la struttura del primitivo nucleo urbano:i Sassi, esempio di
architettura spontanea tanto da essere riconosciuta nel 1993 dall’Unesco,Patrimonio
dell’Umanità. Il vecchio e pittoresco nucleo cittadino è disteso sulla
sommità e lungo i ripidi fianchi di uno sperone roccioso segnato da due
avvallamenti, il Sasso Barisano verso Bari e il Sasso Caveoso verso
Montescaglioso,e si affaccia su una profonda gravina dalle pareti a
strapiombo;le abitazioni sono,per la maggior parte ,scavate nel tufo .Il
più antico e anche il più caratteristico è il Sasso Caveoso,perché più
naturale,meno costruito,con le sue case-grotte,abitazioni scavate o solo
in parte,e con la muratura esterna sulla quale si accenna la porta di
ingresso.
Nei Sassi,abitati fino
alla fine degli anni’ 60 e poi abbandonati,si procede oggi a lavori di
ripristino e ad opere di urbanizzazione .In questa zona ricca di cavità
naturali si erano insediate parecchie comunità monastiche;si contano
infatti circa 160 chiese rupestri,talune di difficile accesso.
Consiglio ,dopo la visita
dei Sassi, l’acquisto del pane di Matera,di grano duro,di facile e
duratura conservazione.
Accaldati per la visita
di MATERA in una torrida mattina d’estate, andiamo al mare a Metaponto
Lido. Torniamo a sera a Martina Franca.
KM 250
25 AGOSTO mercoledì
Partiamo per il ritorno a
casa.
Da Martina ,a
Bari,Foggia, Pescara,Bologna, Piacenza ,Alessandria ,Asti.