Un'estate
camminando tra vallate e monti,
rallegrandosi per gli spettacoli offerti dalla natura ed incontrando
persone cordiali e simpatiche. La scoperta di una religione diversa
dalla Cattolica e di una storia di persecuzioni e fughe. Un periodo
di vacanze tra queste Vallate, oltre che riposante, diventa un
arricchimento.
La Vallata è ricca di
testimonianze della vita difficile dei Valdesi per poter sopravvivere
alle persecuzioni. Discepoli di un mercante Lionese di Nome Valdo,
vissuto interno al 1160, propugnano la fedele predicazione del Vangelo e
la povertà. Scomunicati dalla Chiesa Cattolica furono dispersi per
l'Europa e costretti a vivere in clandestinità. Trovarono rifugio in
alcune aspre vallate Piemontesi e del Delfinato. Nel 1848, con le Regie
Patenti di Carlo Alberto, ottennero la parità civile e politica.
Torre Pellice ( m. 516 s.l.m.), oggi luogo centrale delle Valli Valdesi,
concentra nel "quartiere valdese" , i principali edifici della
Chiesa: il Tempio, la Casa valdese, ed il centro Culturale ( di stile
vagamente Liberty). Una delle mete interessanti è il Bars d'la Tajola (
m. 1219 s.l.m.): un minuscolo ripiano, nascosto tra verticali e
soleggiate pareti che dominano la vallata, raggiungibile con una
camminata di un paio di ore che termina ,dopo essere scesi in un foro
tra le rocce, nel luogo dove trovarono rifugio alcune famiglie
durante la persecuzione del XVII Secolo.
Proseguendo si giunge
a Villar Pellice ( m. 664 s.l.m.). Subito dopo il paese al maneggio a
sinistra,vicino ad un allevamento di trote, si trova un'area attrezzata
comunale ideale per la sosta.
Bobbio Pellice
( m. 732 s.l.m.) è il punto di partenza di numerosi sentieri.
Raggiungiamo il rifugio Jervis dopo una lunga camminata, passando per
Villanova ( raggiungibile anche in auto), e davanti a noi si apre lo
stupendo scenario della Conca del Pra' e delle montagne che la
racchiudono.
Il rifugio è un anche punto di partenza per numerose escursioni
tra cui l'anello dei tre Rifugi: proseguendo per il Granero ( m.
2377 s.l.m.) si scende al Barbara ( m. 1753 s.l.m.). Rifugio che noi
raggiungiamo il giorno successivo, partendo dalla borgata Perlà e
camminando in una vallata ricca di vegetazione e di torrenti
spumeggianti.
Abbiamo trascorso le notti nell'area comunale di Villar, nello slargo
vicino a Perlà, da dove inizia la strada per il Barbara (
raggiungibile, con una stretta strada, anche in auto), e nel posteggio
della Trattoria Timoteo ( sulla strada per Villanova, dove abbiamo anche
gustato una discreta cena.
VAL D'ANGROGNA
Da Torre Pellice
Risalendo la
Valle d'Angrogna si raggiunge il Colle della Vaccera (m. 1468 s.l.m.),
da dove si può ammirare uno stupendo panorama: tra i primi rilievi
liguri-piemontesi, il Monviso ed il Monte Rosa è racchiusa la Pianura
Padana e lo sguardo da Torino si spinge a fin dove può arrivare la
vista tra campi coltivati e centri abitati, fiumi e torrenti..
Sostando la notte
presso il rifugio, osserviamo gli ultimi raggi del sole, che al
tramonto, illuminano il Monviso. Percorrendo il sentiero, che tra prati
e boschi, conduce in fondo alla Vallata, a Pra del Torno, si visitano
luoghi che furono teatro della resistenza contro l'occupante tedesco
nella seconda guerra mondiale ed altri luoghi di memoria Valdese come il
Collegio di Barba.
Da S. Lorenzo,
fermandosi, anche per la notte, nel piazzale che precede il centro
abitato, si snoda un percorso caro alla storia Valdese: il museo scuola
di Odin: interessante esempio delle tante scuole realizzate da Colonello
Beckwith fin dal 1827, la Ghiesa d'la Tana, dove percorrendo uno stretto
cunicolo, si raggiunge una vasta sala tra le rocce utilizzata come luogo
di culto durante le persecuzioni, la stele dedicata al Sinodo di
Chanforan, che nel 1532 sancì l'adesione dei Valdesi alla Riforma
Protestante.
VAL GERMANASCA
La Valle ha
una tradizione mineraria di estrazione del talco. La Luzanec
estrae il minerale da gallerie scavate sempre più in profondità.
Le vecchie miniere, ormai esauste od antieconomiche per lo
sfruttamento, sono abbandonate. La Comunità Montana, con la
collaborazione di vari Enti e con finanziamenti Europei, sta
ripristinando alcune di queste vecchie miniere aprendole alla
visita del pubblico. Il rischio di perdere il patrimonio
culturale legato all'attività che per secoli è stata la vita
della vallata è evitato. Risalendo la Valle, poco prima di
Villa di Prali, è possibile visitare la miniera Paola.
All'ingresso troviamo un museo di oggetti inerenti il lavoro in
miniera o legati alla vita della popolazione. Un video illustra
brevemente la durezza della vita da minatore.
Provvisti
di casco, si percorre una prima galleria con un trenino guidato
da un ex-minatore. Si prosegue dopo circa km. 1 a piedi,
rivivendo, anche con l'aiuto di rumori riprodotti
artificialmente ( scoppi di mine, martelli pneumatici in
azione.....) la giornata del minatore. Oggi le gallerie della
miniere attive sono di una dimensione maggiore permettendo la
meccanizzazione quasi totale dell'attività estrattiva.
In serata
facciamo sosta a Ghigo di Prali, dove esiste un'area attrezzata
lungo il fiume. Due le escursioni che effettuiamo nei
giorni successivi:
Il
sentiero dei " 13 laghi" raggiunge un pianoro in
quota dove è possibile ammirare i laghetti alpini ed i
resti di una caserma militare ( volendo si può salire in
quota utilizzando la seggiovia);
Il Lago
Verde ( m. 2583 s.l.m.) ed il relativo Rifugio sono
raggiungibili dopo una camminata di circa tre ore, tra
boschi ombreggiati e terreni desolati.