LE VALLI PIEMONTESI 

DI FABRIZIO BONOMI   http://abcgaia.supereva.it 

Un'estate camminando tra vallate e monti,Cascata sulla strada del Jervis rallegrandosi per gli spettacoli offerti dalla natura ed incontrando persone cordiali e simpatiche. La scoperta di una religione diversa dalla Cattolica e di una storia di persecuzioni e fughe. Un periodo di vacanze tra queste Vallate, oltre che riposante, diventa un arricchimento.

 

 

 

 

Cartina Val Pellice

La Vallata è ricca di testimonianze della vita difficile dei Valdesi per poter sopravvivere alle persecuzioni. Discepoli di un mercante Lionese di Nome Valdo, vissuto interno al 1160, propugnano la fedele predicazione del Vangelo e la povertà. Scomunicati dalla Chiesa Cattolica furono dispersi per l'Europa e costretti a vivere in clandestinità. Trovarono rifugio in alcune aspre vallate Piemontesi e del Delfinato. Nel 1848, con le Regie Patenti di Carlo Alberto, ottennero la parità civile e politica.

    Torre Pellice ( m. 516 s.l.m.), oggi luogo centrale delle Valli Valdesi, concentra nel "quartiere valdese" , i principali edifici della Chiesa: il Tempio, la Casa valdese, ed il centro Culturale ( di stile vagamente Liberty). Una delle mete interessanti è il Bars d'la Tajola ( m. 1219 s.l.m.): un minuscolo ripiano, nascosto tra verticali e soleggiate pareti che dominano la vallata, raggiungibile  con una camminata di un paio di ore che termina ,dopo essere scesi in un foro tra le rocce, nel luogo dove trovarono rifugio alcune famiglie  durante la persecuzione del XVII Secolo.

Proseguendo si giunge a Villar Pellice ( m. 664 s.l.m.). Subito dopo il paese al maneggio a sinistra,vicino ad un allevamento di trote, si trova un'area attrezzata comunale ideale per la sosta. 

 Bobbio Pellice  ( m. 732 s.l.m.) è il punto di partenza di numerosi sentieri. Raggiungiamo il rifugio Jervis dopo una lunga camminata, passando per Villanova ( raggiungibile anche in auto), e davanti a noi si apre lo stupendo scenario della Conca del Pra' e delle montagne che la racchiudono.Rifugio Barbara Il rifugio è un anche punto di partenza per numerose escursioni  tra cui l'anello dei tre Rifugi: proseguendo per il  Granero ( m. 2377 s.l.m.) si scende al Barbara ( m. 1753 s.l.m.). Rifugio che noi raggiungiamo il giorno successivo, partendo dalla borgata Perlà e camminando in una vallata ricca di vegetazione e di torrenti spumeggianti.

    Abbiamo trascorso le notti nell'area comunale di Villar, nello slargo vicino a Perlà, da dove inizia la strada per il Barbara ( raggiungibile, con una stretta strada, anche in auto), e nel posteggio della Trattoria Timoteo ( sulla strada per Villanova, dove abbiamo anche gustato una discreta cena. 

VAL D'ANGROGNA

Da Torre Pellice Risalendo lColle della Vacceraa Valle d'Angrogna si raggiunge il Colle della Vaccera (m. 1468 s.l.m.), da dove si può ammirare uno stupendo panorama: tra i primi rilievi liguri-piemontesi, il Monviso ed il Monte Rosa è racchiusa la Pianura Padana e lo sguardo da Torino si spinge a fin dove può arrivare la vista tra campi coltivati e centri abitati, fiumi e torrenti..  Il Monviso dal Camper

Sostando la notte presso il rifugio, osserviamo gli ultimi raggi del sole, che al tramonto, illuminano il Monviso. Percorrendo il sentiero, che tra prati e boschi, conduce in fondo alla Vallata, a Pra del Torno, si visitano luoghi che furono teatro della resistenza contro l'occupante tedesco nella seconda guerra mondiale ed altri luoghi di memoria Valdese come il Collegio di Barba. 

Da S. Lorenzo, fermandosi, anche per la notte, nel piazzale che precede il centro abitato, si snoda un percorso caro alla storia Valdese: il museo scuola di Odin: interessante esempio delle tante scuole realizzate da Colonello Beckwith fin dal 1827, la Ghiesa d'la Tana, dove percorrendo uno stretto cunicolo, si raggiunge una vasta sala tra le rocce utilizzata come luogo di culto durante le persecuzioni, la stele dedicata al Sinodo di Chanforan, che nel 1532 sancì  l'adesione dei Valdesi alla Riforma Protestante.

VAL GERMANASCA

 

Ingresso alla miniera

La Valle ha una tradizione mineraria di estrazione del talco. La Luzanec estrae il minerale da gallerie scavate sempre più in profondità. Le vecchie miniere, ormai esauste od antieconomiche per lo sfruttamento, sono abbandonate. La Comunità Montana, con la collaborazione di vari Enti e con finanziamenti Europei, sta ripristinando alcune di queste vecchie miniere aprendole alla visita del pubblico.  Il rischio di perdere il patrimonio culturale legato all'attività che per secoli è stata la vita della vallata è evitato. Risalendo la Valle, poco prima di Villa di Prali, è possibile visitare la miniera Paola.  All'ingresso troviamo un museo di oggetti inerenti il lavoro in miniera o legati alla vita della popolazione. Un video illustra brevemente la durezza della vita da minatore. 

Biglietto d'ingressoProvvisti di casco, si percorre una prima galleria con un trenino guidato da un ex-minatore. Si prosegue dopo circa km. 1 a piedi, rivivendo, anche con l'aiuto di rumori riprodotti artificialmente ( scoppi di mine, martelli pneumatici in azione.....) la giornata del minatore. Oggi le gallerie della miniere attive sono di una dimensione maggiore permettendo la meccanizzazione quasi totale dell'attività estrattiva.

In serata facciamo sosta a Ghigo di Prali, dove esiste un'area attrezzata lungo il fiume.  Due le escursioni che effettuiamo nei giorni successivi:

  • Il sentiero dei " 13 laghi" raggiunge un pianoro in quota dove è possibile ammirare i laghetti alpini ed i resti di una caserma militare ( volendo si può salire in quota utilizzando la seggiovia);

  • Il Lago Verde ( m. 2583 s.l.m.) ed il  relativo Rifugio sono raggiungibili dopo una camminata di circa tre ore, tra boschi ombreggiati e terreni desolati.

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