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LO SBARCO IN NORMANDIA 2
Ovvero
“Mes amis francais, arrivano le giostre!”
DIARIO DI BORDO DELLE VACANZE ESTIVE
1993
A cura di Roberta Camarri, seconda in graduatoria dopo il CAPO
PARTECIPANTI ALLA SPEDIZIONE:
- Rocco (il Capo) - Licia (moglie del Capo) - Maria Elena (figlia del Capo) - Lando (cognato del Capo) - Roberta (moglie di Lando) - Sara (figlia di Lando) - Nico (figlio di Lando) - Alfio (amico del Capo) - Elia (moglie di Alfio) - Cristiano (nipote di Alfio) - Matteo (nipote di Alfio) - Fabio (amico del Capo) - Luciana (moglie di Fabio)
16 LUGLIO 1993, VENERDI’
Ore 16,15. Tutti dentro al camper per non far aspettare il nostro Capo, come da precedenti accordi telefonici. Aspetta…..aspetta….aspetta….siamo arrivati alle 16,45 senza ricevere chiamate dal C.B.. Praticamente stiamo scaricando tutta la batteria del camper per fare bella figura! Non si sa più cosa mettere a posto per ingannare il tempo. A quest’ora potevamo essere a Livorno e oltre! Il nostro Capo sta perdendo i colpi. Ore 17. ecco i primi segnali chiari per noi, disturbati per il Capo, dato che il suo C.B. è un “troiaio”, come già abbiamo avuto modo di riscontrare in altre occasioni!. CHE EMOZIONE! ECCOLI DAVVERO!!!
Km 145398 – ore 17,20 partenza da Pian di Mucini (Massa Marittima GR). Tutti precisi, uno dietro l’altro, fino a 4. Arrivano la giostre! Penseranno in molti. Sono arrivati gli aiuti umanitari! Potrebbero pensare altri se visitassero le nostre dispense. E invece siamo noi, quest’anno ben più numerosi, pronti ad incrementare lo sciame dei vacanzieri. Come meta un luogo molto più umile degli anni passati dal punto di vista del chilometraggio, ma assai più vicino al nostro cuore: la nostra amata FRANCIA, patria degli immensi supermercati (da noi ribattezzati CHIESONE), del “plain air”, delle “frites”,e dei “croissant”. E, come ogni anno, è il nostro Capo a guidarci, consigliarci, sostenerci e, purtroppo, COMANDARCI. Quest’ultimo comma ce l’ha impresso bene nel cervello, proprio appena partiti, ricordandoci quanto lui sia importante, insostituibile, necessario e, si conseguenza, degno di essere ubbidito senza possibilità di replica. I suoi 10 comandamenti si potrebbero sintetizzare così: 1° - Io sono il Signore Capo tuo; 2° - Non avrai altro Capo fuori di me; 3° - Ricordati di santificare le “chiesone”; 4° - Onora il mio Q.R.A.; 5° - Non commettere sorpassi impuri; 6° - Ama il tuo Capo come te stesso; 7° - Non desiderare il C.B. del Capo; 8° - Non desiderare il suo “climatiseur” e le sue tutine; 9° - Non rubare le sue pastiglie del Re Sole; 10°-Non prendere iniziative di tua spontanea volontà.
Quest’anno il Capo ha ampliato il suo raggio di azionee, attualmente, gestisce una compagnia di ben 10 persone, 12 se si considera il suo Q.R.A., comunque a lui sottomesso. A tozzi e bocconi riusciamo a fare le seguenti soste: a) sosta sgranchimento gambe, ore 19.30; b) sosta cena, ore 21 e passa; c) sosta notte, ore 22.45 circa. Per quanto riguarda la sosta c) ci siamo disposti come i vecchi pionieri in una piazzola di sosta dell’autostrada e ci stiamo mano a mano addormentando, dolcemente cullati dal passaggio, oserei dire “frequente” delle auto dei vacanzieri che, nonostante il buio, continuano il loro viaggio e dei camions sempre presenti. Ora è meglio interrompere il diario, perché la partenza è fissata per le ore 6.30 di domattina e guai a dire che è troppo presto. Buonanotte!.
17 LUGLIO 1993, SABATO
Km 146679. Il capo ha voluto di nuovo fare di testa sua e ci ha svegliato prima dell’orario previsto, ma dato che ognuno di noi si sentiva perfettamente riposato, nessuno ha avuto da ridire. Mezz’ora di sonno basta e avanza!
Sosta per la prima colazione.
Purtroppo i bisogni fisiologici della parte più indietro della comitiva sono stati penalizzati anche quest’anno. Di tutti quanti siamo non c’è nessun altro “ regolato” al dopocolazione. Siamo capitati in un bel gruppetto di stitici! Speriamo di non diventarlo anche noi. Pedaggio autostradale £. 38000. Nuovo pedaggio £.2000. Ancora pedaggio £.1100. Sempre di più £.5000: Lunga filona di auto nei pressi di Bussoleno, che dura per 7 Km, fino a Susa e oltre, ce l’ha detto Ruggero al C.B.. Stiamo sprecando mezzo giornone di ferione. Si varca la frontiera francese dopo aver subito le strombazzate di un camionista francese frettoloso che ci ha fatto sobbalzare per tutti i tornanti della lenta salita del Monginevro. Si mangia al fresco e,finalmente, i bambini della comitiva iniziano i primi contatti, scambiandosi giochi da tavola e da fuori. Non sembra neanche vero, ma il nostro Capo ci ha concesso addirittura un’orona di riposo dopo le faccende domestiche! Forse, se stiamo buoni, possiamo sperare perfino di dormire un po’ di più domani mattina! Si riparte su e giù per gli stretti tornanti di ripetute strettoie, dove uno sciame di francesi in vacanza avanza a razzo sull’altra corsia. Rimaniamo un po’ perplessi del tratto di strada mai percorso prima (neanche il Capo) e ci facciamo un bel crocione sopra. Giungiamo per l’ora di cena ad un paesino di nome Rives dopo aver effettuato due soste di cui una alla prima “chiesetta” mercato per comperare Yogurt di tutte le razze. Ci sistemiamo in un bel posteggio appartato, mentre alcune componenti la comitiva si avviano alla ricerca di un telefono e non tornano più. C’è chi comincia a preoccuparsi, chi ha fame e chi cerca di mantenere la calma, nonostante il ritardo e la pioggia che inizia a cadere. Chissà, forse ci siamo giocati anche l’ultima possibilità di dormire un po’ di più domattina!
Sono solo le 21,15 quando i dispersi vengono recuperati, ma ora c’è da recuperare chi è andato da solo a recuperare i dispersi e non si finisce più di aspettare. Cena a prevalenza di Yogurt. Veglia dopo cena per trattative e chiarimenti. Il Capo ci richiama all’ordine e alla disciplina e stabilisce la sveglia per le ore 7: buonanotte!
18 LUGLIO 1993, DOMENICA Km 147130 Stamani il nostro Capo ha le PATURNIE, anche se lui dice di no. Non parla, non interviene nella conversazione, risponde a mezze parole, se interpellato. Ci ha detto che parlerà dopo colazione, ma abbiamo seri dubbi in proposito. Ci sentiamo un po’ abbandonati e trascurati. Se ha questo atteggiamento quando andiamo su, figuriamoci quando torneremo in giù!!! Colazione ore 8,30. Tempo di preparazione record per noi della coda. Con mossa a sorpresa e passaggi ben studiati, ci siamo ritrovati pronti in mezz’ora, tra lo stupore generale. Ci siamo fatti paura anche da noi. Il Capo ci ha sommariamente spiegato le ragioni del suo mutismo, ma ha convinto poco tutti. “Comunque è il nostro Capo e va rispettato!” Si prosegue. Pieno diesel Km 147337 – F170 – litri 45,70. Pieno d’acqua e pieno di telefono in una piazzola di sosta. Sosta pranzo in un posteggio pieno di catrame appiccicoso che qualcuno (Nico) prende subito in pieno sotto le scarpe, come aveva già fatto con le pozze d’acqua! Anche oggi abbiamo un’altra orona a disposizione per la siesta pomeridiana e il Capo la spreca tutta attardandosi al bagno. Si riparte in direzione Orleans ma, ad un certo punto, perdiamo la bussola e cerchiamo di recuperare con una stradina laterale. Arrivo ad Artenay per la cena e la sosta notturna. Ci sistemiamo uno dietro l’altro come la formazione su strada, accanto ad una fila di tigli appiccicosi e pieno di moscini.
Dopo cena apertura del Cocco-bello, Cocco-tiepido e distribuzione ai componenti la spedizione che, per fortuna, lo gradiscono. Aspettiamo Lando che sta ultimando le rifiniture delle pulizie di casa e usciamo tutti in blocco, o quasi, a rivitalizzare le viuzze silenziose e deserte del paese, dove sembra in vigore il COPRIFUOCO. Ad un certo punto,che è che non è, ci voltiamo e, sorpresa delle sorprese, scopriamo che il nostro Capo non c’è più! I più vicini a lui hanno potuto godere del Suo saluto della Buonanotte, ma gli altri non si erano affatto accorti del suo allontanamento. Ad un primo, breve momento di smarrimento, ne è seguito uno lungo di EUFORIA e già tutti stavano gustandosi gli attimi di intensa libertà, quando un improvviso scoppio di petardi ha fatto sobbalzare l’allegra brigata. C’è stato anche chi ha alzato le braccia per ARRENDERSI al nemico! Passato lo spavento abbiamo continuato la passeggiata, schiamazzando di qua e di là, poi abbiamo ripreso la via del ritorno, perché non c’era più niente da vedere, tranne un cane affacciato alla finestra per distrarsi un po’. Incredibile a dirsi, anche senza il nostro Capo, siamo riusciti a ritrovare il luogo dove erano posteggiati i camper e in prima posizione c’era già che ronfava da un’ora. Forse avremo più difficoltà a svegliarsi domattina, ma un’ora d’aria e di libertà vale più di un’ora di sonno. Buonanotte!
19 LUGLIO 1993, LUNEDI’ Km 147698 – ore 7,05 partenza. Prima tirata d’orecchie alla famiglia di Luciana per un piccolo ritardo di cinque minuti. Per punizione il Capo ha ordinato loro di preparare il caffè per tutti. Piano piano si stanno rendendo conto con chi hanno a che fare! Attraversamento di Chartres separato dalla comitiva.CALIMERO o IL BRUTTO ANATROCCOLO erano principi al confronto di come veniamo trattati noi, abbandonati da tutti, in preda dei semafori rossi!
Nei pressi si Leman, mosso a compassione e “touchè” dal sincero pentimento di Luciana che non aveva più detto parola, il Capo cancella la punizione, perché sembra senza cuore, ma a volte, sa anche perdonare! E così oggi ognuno deve rifarsi il caffè! Avvolgimento di braccia e sbandamenti di testa ad una lunga serie di “TONDE”, prima colazione (per fortuna!). Colazione in riva alla strada tra ventate e sussulti. Di meglio non si poteva trovare. Momento di confusione nel camper per cambio stagione. Qualche tutona e qualche maglione non guastano. Sosta al supermercato. Acquistate, tra le altre cose anche un paio di ciabattine bianche luminose stile tedesco. All’uscita lo sguardo del Capo mi ha dato quasi l’impressione che, per punizione, dovessi preparare il pranzo a tutti! Forse mi sono trattenuta più del dovuto. Pieno diesel a Km 147861 – F150 –litri 48,08. Pranzo dopo Rouen vista dal camper. Scrosci di pioggia mista a schiarite. Stiamo aspettando che apra la posta (ore 15) per acquistare le famose carte telefoniche, dopodiché si troveranno solo telefoni a monete. Nel tardo pomeriggio arrivo a ETRETAT e sistemazione in un posteggio con acqua e servizi igienici sorvegliati da una “zia” attempatella, più larga che lunga, dalla faccia rubiconda e sorridente, specie quando riceve monetine. Passeggiata verso la spiaggia degli scogli tra i più belli d’Europa, per rendersi conto della situazione e stabilire il da farsi per l’indomani. Bellissimo panorama, oceano sempre freddino assaggiato solo da Lando in tenuta da pescatore; spiaggia a sassi particolarmente apprezzata dai più giovani, nonché svuotata in mare! Cena “prestiva”, tanto alle 20 siamo già spicciati. Riunione femminile nel nostro camper, dove vengono trattati vari argomenti. Si passa una bella seratina “a veglia”, tanto domani si potrà dormire un po’ di più.
20 LUGLIO 1993, MARTEDI’ Pronti alle ore 9, come da ordini ricevuti dal superiore. Arrampicata dalla parte destra della scogliera, subito dopo ripida e scoscesa discesa per esperti in mezzo ai nidi di gabbiani, entrata ed uscita dal mini-tunnel ripresi minuto per minuto. Risalita mozzafiato, mozzaschiena e mozzagambe. Sosta per riprendere le forze. Avvistamento da parte di Lando di svariate piante di CICORIA FRANCESE, fatta come il nostro RADICCHIONE. Segue rapido approvvigionamento, come da colui che sta per morire di fame o di voglia (da notare che è da venerdì che mangiamo radicchio italiano di Pian di Mucini). Elia, mossa a pietà, gli fornisce anche una borsina per evitare di farlo passare dal paese con il fascio d’erba per i conigli. Per me, un motivo in più di perplessità! Ritorno al camper non prima di aver acquistato baguettes a volontà, incartate basta sia, ma credi!…Dopo pranzo approvvigionamento idrico dalla zia sempre più gioviale dopo la moneta da 10 franchi. Ore 14,30 si riparte per la scalata della parte sinistra della scogliera. Panorama grandioso, ma non particolarmente adatto per chi soffre di vertigini. Dopo la scalata assaggio di crepes e frites, dopo aver preso d’assalto due baracchini lungo la via principale. Tutto buono. Partenza con il camper a Km 147979, direzione Honfleur. Sistemazione come da istruzioni ricevute dal C.B. in un posteggio adiacente ad un altro ben più spazioso, ma occupato da zingari. Speriamo bene! Passeggiata in visita al paese. Telefonata a casa con TOPO incorporato e vivace. Cena con assaggio del radicchione e subito a letto, perché la sveglia è stata decisa per le 7 di domattina e chissà se dormiremo, visto il movimento che c’è in giro. Gambe, piedi e schiena leggermente indolenziti. Buonanotte!
21 LUGLIO 1993, MERCOLEDI’ Km 148058. Partenza ore 7, sollecitata, per quanto riguarda Fabio e Luciana dalle pesanti manate del Capo alla roulotte. Sosta per la colazione nel posteggio di un supermercato Champion. Chi se lo Può permettere visita anche il supermercato. Rimangono a terra i soliti penalizzati dagli orari rigidi del Capo che non soffre di evacuazione mattutina dopo latte. Chiederemo la grazia a San Michel. Sosta ad Arromanches. Si formano due comitive: A e B. Foto sui cannoni, acquisto di cartoline. Mentre la comitiva B (la A è quella del Capo) aspetta che cessi la pioggia dentro al negozio di souvenirs, la comitiva A prende tutta l’acqua che cade dal cielo e si bagna come può. Pranzo ad Omaha beach, vicino al cimitero americano. Dopo pranzo visita al cimitero, foto polaroid di gruppo, ritorno al camper e partenza in direzione Plage. Posteggiati in riva alla strada, dopo un QUI PRO QUO che ci ha separati dal Capo e dalla roulotte per circa 10 minuti. Dopo qualche istante di esitazione tutti noi “PEONES” ci siamo precipitati a pesticciare lo spiaggione in cerca di arselle,vongole, frutti di mare o qualsiasi altro mollusco con guscio pieno. Purtroppo troviamo solo granchi di piccola taglia o morti o parecchio intontiti. Nel frattempo il Capo con il Q.R.A. controllano dall’alto la situazione spezzanti di mischiarsi con i peones, ma dentro-dentro rosi dall’invidia per non essere capaci di gioire appieno della nature. La nostra libertà viene presto stroncata dal richiamo pressante del Capo che ci richiama sui camper. Si prosegue alla ricerca del campo bombardato. Grazie all’arguzia del Capo si trova solo dopo un cambio di direzione. Visita dei bunker allo stile Indiana Jones. Veloce ritirata, prima che ci chiudano dentro al posteggio. Arrivo a Bayeux. Ci scusiamo con il Capo per aver trovato il posteggio di nostra iniziativa. E’ stato solo accidentale, non ce lo aspettavamo neanche noi. Cena-merenda alle ore 19. Dopo cena passeggiata a vetrine. Arrivati alla cattedrale ci troviamo coinvolti in un spettacolo folcloristico-locale, roba per noi “peones”! Ci convinciamo a metterci seduti dopo aver inteso la parola “gratuit”. Si tratta di una serie di balletti paesani con l’ausilio di zoccoloni di legno. Siamo dispiaciuti di ono aver portato con noi i pinoli. A quest’ora ne avremo avuti una discreta quantità già schiacciati per il pesto alla genovese. Il presentatore ci informa che le arselle le troveremo nella prossima spiaggia. Ad una certa ora togliamo l’incomodo e facciamo ritorno al camper. La comitiva si divide per il gioco:”CHI TROVA PRIMA IL POSTEGGIO QUIZ”. Io seguo il Capo mettendo in pratica il suo secondo comandamento:”Non avrai altro Capo fuori di me”. Arriviamo per secondi,ma ho vinto 10 punti che valgono doppio come le figurine bisvalide, dato che sono stati donati dal Capo. Si dorme in tutta tranquillità.
22 LUGLIO 1993, GIOVEDI’ Partenza ore 9 dopo colazione. Pieno diesel Km 148237 – F 120,15 – litri 36,97 “Ciacciata” ad un supermercato per aspettare l’apertura del Museo alle ore 10, che poi invece apriva alle 9. Visita al Museo della Battaglia di Normandia. Silenzio stampa per lo stato d’animo dopo le immagini del film. Pranzo a pastasciutta. Partenza in direzione Mont saint Michel. Siamo passati in prima posizione, ma il Capo ci lascia fare. Oggi è molto malleabile e umano. Che tattica sta adottando? Comunque sia mi sento spiazzata, oltre che lusingata. Quanto durerà l’incantesimo? Trovata una piazzola verde con tavoli, frites e soprattutto acqua gestita da BUD-EXTRALARGE. Stiamo accumulando punti, il nostro album si sta riempiendo a poco a poco.
Arrivo a Le Mont Saint Michel. Si fanno ben due giri intorno ai parcheggi per rendersi conto di dove arriverà l’alta marea. Da informazioni ricevute ci stabiliamo su una proda in attesa delle ore 19, momento in cui potremo entrare nel posteggio a tot-tot-tot-tot Km dal monte. Nel frattempo Fabio simpatizza con un amico francese e comunicano agitando dita, mani e braccia. Entriamo nel campeggio-posteggio facendo chiaramente capire al guardiano che vogliamo restare “ensamble-ensamble-ensamble-ensamble”. Dopo cena lunga camminata verso il monte. Il Capo rimane indietro, lo aspetto e ricevo altri 10 puntoni con relativa messa per iscritto. Godiamo dello spettacolo dell’alta marea tutti appollaiati sul muro dell’abbazia, leggermente conditi da una pioggerellina mandata con il diffusore. La pioggia aumenta, ma ormai abbiamo deciso di seguire le sorti di una Fiat UNO francese posteggiata nel piazzale dove incalza l’alta marea e ci bagnamo volentieri, pur di godere interamente di una certa soddisfazione nel pensare “Tanto noi il camper l’abbiamo al sicuro, lontano, ma al sicuro!” Nico decide di volere per forza un gelato. Acquistato “un glace au citron vert”. Dopo la prima leccata la boule, unica e simple, cade sul lastricato. Seguono strilli disperati. Recupero la boule e la riattacco al cono vuoto di Nico, togliendo la parte scura, cosi Nico può leccarsi la mezza boule rimasta verde. Ci rincamminiamo con la testa rivolta sempre a sinistra, per controllare a che punto è arrivata l’acqua sotto la suddetta auto. Alla fine decidiamo di accelerare il passo. Arriviamo al camper con i piedi vizzi e da strizzare! Pediluvio caldo prima della Buonanotte.
23 LUGLIO 1993, VENERDI’ Km 148375 Ore 8,45 gioco del “QUANTI PASSI DEVO FARE INTORNO AL TUO CAMPER PER FARTI CAPIRE CHE E’ L’ORA DI ESSERE PRONTI” organizzato come al solito dal Capo e dal suo Q.R.A. Per quanti sforzi facciamo non riusciamo mai a vincere, anche perché vince sempre chi riesce ad essere pronto dai 15 ai 20 minuti prima dell’orario fissato da Capo e noi massimo-massimo siamo riusciti a scendere precisi solo quando beviamo il latte con l’imbuto o ci laviamo senza sapone o senza asciugarci e ci pettiniamo con lo sputo. Secondo percorso della strisciona insommergibile. All’ingresso del monte decidiamo di fare ognuno come ci pare e di seguire i propri interessi. Il gruppo dell’Abbazia partecipa ad una visita guidata con interrogazione e premi spirituali (Paradiso o Inferno), a seconda del comportamento. Massimo del punteggio e minimo della mancia assegnati al nostro accompagnatore. Ritorno al camper ancora più scompagnati di prima, dopo l’acquisto di cartoline e francobolli. Pranzo ad orari diversi. Dopo la siesta, partenza in direzione Saint Malo. Dall’autunno inoltrato siamo passati direttamente al solleone. Sosta a poca distanza da Saint Malo, vicino ad una spiaggia sempre più da “peones”. Docce a tutto spiano e, dopo cena, passeggiata per le vie e le mura di Saint Malo. In ogni angolo della cittadina ci sono gruppi di cantanti, attori, pittori, mimi, caricaturisti che rallegrano l’atmosfera. Lo spettacolo più bello e più gradito da tutta la popolazione è stata però la “INCORONAZIONE” del nostro Capo, con cappello da capitano dotato anche di ancora. La cerimonia è stata molto commovente, specialmente quando il Capo ha inforcato il suo paio di occhiali (che gli donano un ulteriore segno di distinzione) ed ha letto il biglietto dei suoi peones. Tutti i presenti hanno applaudito nel momento in cui il Capo si è infilato il cappello che, per fortuna, gli “Capava” a pennello! Al ritorno breve sosta per osservare il ritiro della strada davanti ai nostri occhi, la famosa STRADA-MOBILE che permette il passaggio delle navi. Dormiamo tutti più in pace con la nostra coscienza: il Capo ora ci vuole ancora più bene!
24 LUGLIO 1993, SABATO Km 148423. Partenza 0re 9. Dopo colazione approvvigionamento di viveri dai “moschettieri”, con “segonata” finale al Brico-marchè. Direzione Dinard. Visita alla centrale di sfruttamento delle maree con visione di piscioni di chilo e meduse. Pranzo a Saint Jacut de la mer, dove ci sono le feste. Dopo pranzo passeggiata sulla riva del mare per rendersi conto della situazione. La situazione è favorevole alla raccolta delle cozze. Così noi peones, sempre più peones ci arrampichiamo sugli scogli con le unghie e con i denti e rastrelliamo pezzo pezzo le buche dove si trovano le cozze più grosse. Tempo poco se ne raccolgono tre borsate, ma giunge il momento di pulirle tutte! Le cozze ora sono lavate, ma le schiene sono indolenzite, speriamo che il nostro gusto sia ricompensato! Il gusto è stato ampiamente ricompensato, ma ora inizio a sentire un certo movimento. Ci addormentiamo in compagnia dei fuochi artificiali.
25 LUGLIO 1993, DOMENICA Km148464.Partenza ore 7. Pieno diesel F 106, litri32,13 a Km 148549. Mi prendo una mezza giornata di ferie nella stesura del diario. Anche Dio il settimo giorno si riposò. Da registrare passeggiata tra roccioni di granito rosa al contrario. Direzione Camaret. Mentre si viaggia il Capo ci diletta con il gioco dell’”INDOVINA COSA VI OFFRE IL CAPO STASERA?” Vince Alfio e ci attenua la sorpresa. Noi della coda avevamo pensato a Cena a Camaret. Lando tenta un sabotaggio alla pentola mignon di Licia (che già stava per bollire) e spegne il gas per ritardare la cottura della pasta, ma viene purtroppo intercettato e torniamo ad essere gli ultimi anche stasera, dopo che anche Elia si è imbibita e, giorno dopo giorno, studia tutta una serie di trucchetti e accorgimenti che le permettono cene e pranzi più veloci. Dopo cena EMOZIONANTE! Il Capo ci ha convocati tutti sulla spiaggia a sassi con il bicchiere in mano. Sara ed io ci mettiamo anche gli orecchini ed usciamo tutte tirate a lucido pronte per il raduno. Il rinfresco a cantuccini e vin santo inizia dopo due pose per la foto-ricordo di gruppo. Il capo vuole festeggiare il BIGIORNALIERO ANNIVERSARIO della consegna del cappello da Capitano, dono dei peones. Tra gli sguardi incuriositi e divertiti dei passanti e tra quelli “inlibidiniti” degli alcolizzati che guardono solo la bottiglia, tralasciando i cantuccini, ci gustiamo queste leccornie sempre più stretti intorno al nastro Capo. Dopo il rinfresco passeggiata in paese per smaltire i gradi del Vin santo e poi a nanna. Domani è quasi festa perché potremo dormire circa un’ora in più.
26 LUGLIO 1993.LUNEDI’ Partenza ore 9,30. Km148785 Spesa al supermercato. Direzione punta du Raz. Il capo per tutto il viaggio lotta per la supremazia della strada con un olandese spider-turbo-diesel a benzina-truccato che gli impedisce di fare il Capo-fila e lo innervosisce alquanto. Per fortuna, ad un certo punto, l’olandese, stanco e stressato delle pressioni del Capo, decide di disperdersi in un centro abitato e Lupo Grigio (sigla C.B. del Capo) è fortunatamente per noi e per le nostre patate fritte di nuovo il capo solo, unico e indiscusso della carovana. Pranzo a punta du Raz con patatine fritte per tre famiglie su quattro. Passeggiata tra sassi più o meno grossi di basalto e ripartenza in direzione Quiberon. Chissà se il nostro Capo stasera ci preparerà un’altra bella sorpresa? Tour di prova a Beg Meil, ma niente da fare. Sosta a Quiberon per la cena in un posteggio vietato ai camper. Per la notte ci fermiamo al posteggio della “BARA” (speriamo bene) e ci godiamo un bel tramonto. Alfio riesce a fotografarlo precisamente. Notte estrosa con canti francesi.
27 LUGLIO 1993, MARTEDI’ Pieno diesel Km 149135 – F 173 – litri 52,74 Ore 9: partenza più che precisi. Giornata “UGGIOSA” sotto tutti i punti di vista: pioviscola, la strada non scorre, il C.B. del Capo è ferito, il Capo ci considera poco. Sosta ad un supermercato “ Continent” dove forse ci siamo fermati troppo. Si riprende la strada per Vannes alla ricerca di un posteggio per il pranzo. Niente da fare. Decidiamo di spostarci altrove ma rimaniamo bloccati nei pressi di un ponte in attesa che transitino tutte le 54 barche in fila indiana e andamento lento. Troviamo un posteggio ma pende 3 chilometri, ne troviamo un altro dissestato, ma Lando decide di provare ad arrivare al paesino di “AMBON”, per non lasciarci il serbatoio esterno. Troviamo il parcheggio nella piazzetta del paese, per la terza volta da soli, prima del Capo. Quando “è scuorno è scuorno!” Non ci dà cuore chiamare il Capo per dirgli che forse questo posteggio è migliore di quello che ha trovato lui. Ci facciamo coraggio, lo avvertiamo e, prima che arrivi, ci barrichiamo dentro per la vergogna. Si mangia un po’ alla meglio dicendo ad ogni forchettata “AM_BON, AM_BON” , per tirarci un po’ su, visto che invece oggi, per commemorare questo giorno di vigilia e depressione, ha cucinato solo spaghetti aglio e olio, al burro per Nico. Si riparte dopo mangiato zitti zitti, ligi ligi, per non creare altri problemi al Capo. La situazione sembra migliorata, ha smesso di piovere e il Capo mi ha chiamato 3 o 4 volte al C.B. Rimane un po’ di apprensione nel sentire il tono melanconico e cadente della sua voce, “ma stasera è un’altra sera…si vedrà!” Coraggio Capo, ce la farai! Si viaggia verso Saumur alla “zittati che ti zitto!”. Il nostro Capo sta proprio male, in più il mio richiamo ufficiale riguardo alla sua velocità ha peggiorato di brutto la situazione. Cena a Saumur nel piazzale del Castello. Passeggiata per le vie del paese senza il Capo. Siamo disorientati, il vuoto è incolmabile, specialmente per me che affogo nei miei sensi di colpa per l’appunto sulla velocità. Nottata a suon di musica e di botte agli sportelli.
MERCOLEDI’ 28 LUGLIO 1993. Ore 7,30: partenza. Km 149420 Il Capo sta ancora male e si viaggia alla zittina fino al castello di Ussè. Visita al castello per donne e bambini. Partenza in direzione Villandry. Il viaggio è quasi funebre, la commemorazione dei defunti non è niente a confronto! Sosta per pranzo a Villandry in un posteggio “custodito” dagli zingari. Pulisco tutto il camper e lavo persino un po’ di biancheria per punirmi e fustigarmi del modo con cui tratto il Capo. Ad un certo punto una voce amica mi offre uno “Sturalavandini” (digestivo centerbe abruzzese) e la pace è fatta per la vita eterna amen! Visita sollevata ai giardini del castello di Villandry, senza “Li” guida e “Peri” gruppi (così era scritto all’ingresso). Visita alla cave del vino rosè e dei ciottolini pietrificati. Acquisto delle bottiglie del vino dopo l’assaggio con vari cambi e ricambi, fino allo scoppio delle palle della “madame” addetta alla vendita. Acquisto di cadeaux puor la famille. Profondo buco nel portafoglio dopo le spese di oggi, colore tendente al verde. Sosta per la cena e per la notte a Chenonceau, in u posteggio-campeggio con bionda tedesca in su e giù. Dopo cena grande spettacolo di “barbe e capelli” al posto di “son e lumiere” offerto da Licia e Lando . Il taglio alla Pinocchio-di dietro è perfetto! Lando è soddisfatto per la barba, meno per i capelli, perché preferiva un taglio netto e deciso alla naziskin. Per me invece sarà molto più facile dormire accanto a lui stanotte. Condisco il tutto con una dose di profumo all’origano e il gioco è fatto! Dopo lo spettacolo assemblea generale per discutere e soppesare se è meglio visitare più castelli o più supermercati, se è meglio arrivare in Italia di venerdì, di sabato o di domenica, di giorno o di sera, di pomeriggio o di notte, all’alba o la tramonto. Se stare in montagna oppure no. Si va a letto con un niente di fatto, ma siamo sicuri che tanto stanotte si dormirà cullati dal passaggio del treno.
29 LUGLIO 1993,GIOVEDI’ Km 149544, pieno diesel –F120,15 – litri 36,6. Stamani, se non fosse stato Lando che, a partire dalle 6,30 mi chiedeva ogni 10 minuti che ora era, avrei potuto dormire fino alle 9. Invece alle 8,10, stressata, sono saltata giù dal letto e via. Passeggiata per il paesino con 4 figli. Ore 10,15 arrivano Luciana e Elia, prima del Capo e Q.R.A. Il Capo si fa attendere, ma tanto, quando arriverà, rivolterà senz’altro la frittata! E così succede. Si riparte in direzione Chambord. Sosta ad un supermercato più lunga di quanto il Capo aveva deciso dovesse essere. Ed ora sarà difficile riacchiapparlo per questa strada! Il Capo per la furia ha schiacciato la spesa ad una Madame in bicicletta che ora soffia come un leone. Pranzo nel posteggio di Chambord a bistecche e, soprattutto, a frites, vendute in abbondanza dalla patataia a Lando a forza di sorrisi e ammiccamenti. Visita al castello dall’esterno per tre famiglie su quattro. Partenza in direzione “AVVICINAMENTO ALLA STRADA DI CASA “, dopo che il Capo si è tolto il pensiero di accontentare tutti per poi accontentarsi per sé in una CHIESONA-ONA. Arrivo in un paesino dal nome sconosciuto, sosta per la cena e per la notte nel piazzale di una scuola materna. Dopo cena, giochi a bocce, racchette e pallone, regolarmente controllati dalla custode della scuola per i più piccolo. Per i grandi “Veglia” sul tema:”Se tu avessi fatto carriera militare, quante cose avresti imparato!” che poi è come dire:”come cucinare in 5 minuti, mangiare in tre, rigovernare in due, per un totale di 10 minuti!”. Si va a nanna, sempre meno convinti che questo sia il sistema più giusto.
30 LUGLIO 1993,VENERDI’ Partenza ore 7 – Pieno diesel km 149964 – F 120,15 – litri 36,80. Sosta per la colazione in un posteggio del supermercato. Tempo da impiegare fino alle 10,30. I più scaltri o scaltriti dall’esperienza rinunciano alla colazione e alla toilette pur di impiegare al massimo il tempo concesso dal Capitano. La solita ignota rimane a fare la balia fino alle 10,15 e sarebbe certamente entrata anche lei a fare una capatina nella cappellina se, tutto ad un tratto, il Capo non avesse deciso di guadagnare un quarto d’ora sulla tabella di marcia. Il quarto d’ora risparmiato peggio in vita sua! Il Capo viene fermato dalla “Police”. Pranzo in una piazzola in riva ad un laghetto dove abbiamo potuto dare ai cigni tutto il pane secco avanzato. Dopo pranzo spettacolo di moto d’acqua e colpi di mortaretto. Il Capo viene fermato dalla “Police” per la seconda volta, in quanto colto in flagrante, mentre “allumava” per segnalare la presenza della macchinetta. Se l’è cavata bene ritirando fuori la vecchia storia fritta e rifritta che anche lui un tempo era stato gendarme con tutto ciò che comportava e bla,bla,bla… Confortati dal fatto che l’allumazione viene praticata anche in Italia e poi come!, il gendarme lascia libero il Capo. Arrivo al supermercato Carrefour di Chambery. Tempo della visita concesso 1 ora, per me un’ora più il quarto d’ora risparmiato stamani. Acquisto di vari articoli a piacere. Si riparte con un minuto di anticipo. Colpo basso al Capo più “cenciata” perché non riesce a trovare la strada giusta e prendiamo noi le redini del potere. Alfio, bene come ora non era mai stato e sembra soddisfatto della nuova Capa. La voce languida e penosa del vecchio Capo (che non sa più cosa inventare per non far notare la rabbia per l’usurpazione), mi tocca il cuore e, siccome non sopporto la vista e l’udito di un uomo che piange, avverto tutti che è meglio fermarci e lasciarlo passare al comando. Non passa neanche mezz’ora e Alfio è già tornato a seguire ciecamente il vecchio Capo ed a “lisciarselo” spudoratamente. Rimango un po’ delusa, ma d’altra parte organo ha il Capo che si merita! Si fa sosta per la notte a Lanslebourg, vicino alla frontiera italiana. Si dorme cercando di far tesoro delle ultime boccate di fresco, prima del bollore estivo italiano.
31 LUGLIO 1993, SABATO Km 150249 Partenza ore 7,10, dopo l’acquisto di un fascio di baguettes. Si passa la frontiera discorrendo del più e del meno con un bel militarotto. Siamo arrivati all’ultimo giorno delle nostre vacanze in comune e, come ogni volta, il rientro è penoso e difficile, soprattutto per chi dovrà riprendere subito a lavorare. Comunque gli impegni di lavoro aiuteranno certo i nostri amici di viaggio a non ripensare troppo spesso a quanto siamo stati bene insieme. L’esperimento del viaggio cumulativo a quattro carovane è perfettamente riuscito e vale le pena di ripeterlo quanto prima.
RICORDERO’ SEMPRE: - i moniti del nostro Capo e le sue sfrecciatine; - la rapidità acquisita da Elia ne preparare il pranzo e la cena; - la lotta eterna di Alfio tra lo stare dietro al Capo e il fermarsi ai semafori rossi; - la pentola magica di Licia; - la faccia perplessa di Maria Elena di fronte ai nostri schiamazzi da italiani per le vie francesi, dove tutti stanno zitti, anche perché: dove sono i francesi la sera? - L’entusiasmo di Luciana per tutto ciò che è montagna o che la ricordi in qualche modo e le sue telefonate quotidiane; - L’amicizia tra i più piccoli della comitiva e le loro partite a bocce, pallone e racchette; - Le faccende domestiche sbrigate da Lando, compresi gli svuotamenti giornalieri del WC (a proposito, oggi ancora non ha detto niente!); - La calma angelica di Fabio che sotto-sotto, però e un “Mandrillo” e la sua loquacità con gli stranieri.
Quanto a me, chiedo scusa per la mia caparbietà, la mia esuberanza e la mia intraprendenza, ma sono servite a dimostrare come un Capo non possa mai fare a meno della sua Coda.
GRAZIE A TUTTI DELLA COMPAGNIA
E speriamo di poter partire ancora tutti uniti il prossimo anno per la Finlandia! I dettagli per il viaggio li studieremo a casa di Alfio, mentre mangeremo la tanta sospirata Acquacotta.
Roberta Camarri.
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