questo bell' articolo lo ha
scritto Valerio Amendolagine ask@valeam.it
l'articolo originale si trova in questa pagina internet: http://www.nonsolobit.com/camp
La guida ai campeggi
E' una spacie di guida Michelin dei campeggi, dice tantissime cose:
categoria, numero bagni, prezzi, tipo di terreno e via dicendo. Non per
pubblicità, ma perchè veramente merita, voglio segnalare quella del
Touring Club italiano: i campeggi raccomandati, quelli scritti in verde,
sono veramente Campeggi (in alcuni non si paga l'acqua calda, c'è la
piscina gratis e altro).
La tenda
Deve essere scelta in base al tipo di campeggio che si vuole praticare
anche se, poi, dote principe del campeggiatore è il sapersi adattare.
Quelle "estive" si distinguono dalle altre perchè sono più leggere ed
evitano l' "effetto forno" (nessuna, però è in grado di evitarlo
completamente), ma nei campeggi sul mare è praticamente impossibile non
stare all'ombra (altrimenti ci si scioglie e proprio per questo i campeggi
sono quasi tutti completamente ombreggiati). Quelle d'alta montagna (oltre
i 2500 m e da neve, sì, da neve...!) sono da riservarsi ai super esperti,
perchè servono in condizioni talmente estreme (e solo in quelle) che è
meglio lasciar perdere per il momento. Ci sono poi quelle che sono una via
di mezzo, servono un po' a tutti i climi, magari "sigillandole" quando fa
molto freddo o spalancando ogni più piccolo foro se fa troppo caldo. Noi
abbiamo comprato una di queste e, almeno per ora, non ci ha deluso.
Canadese o altro? Dipende dai gusti. Mi dicono che la canadese è più
abitabile, cioè ci si può stare quasi in piedi (utilissimo per cambiarsi o
in caso di pioggia), ma è un po' più difficile da rendere solida e
stabile, in poche parole, da montare bene. L'igloo è più compatta, resiste
di più al vento, si monta in dieci minuti (persino per un'imbranato come
il sottoscritto!), e questo non è poco specialmente se piove e tira vento
come, per la sfiga del principiante, di solito accade. Altro vantaggio è
che quest'ultima ha una struttura autoportante in vetroresina che le
permette di stare in piedi senza picchetti; può capitare, infatti, che il
terreno sia troppo duro per piantarli e allora se ne fa a meno avendo,
però, l'accortezza di zavorrare la tenda perchè non venga portata via dal
vento. Ci sono poi altri tipi di tende: quelle autogonfianti, quelle ad
ombrello, quelle militari, quelle da circo (non scherzo)... Sono tutte,
però, meno pratiche, più costose e spesso più deboli.
Di qualsiasi tipo la scegliate, consiglio di provare a montarla a casa o
in qualche villa almeno due volte, in modo da sapere tutti bene cosa va
fatto: non è bello dopo un viaggio di nove ore scoprire che manca qualcosa
o peggio dover leggere il libretto d'istruzioni se si ha la fortuna di
averlo (non il mio caso purtroppo).
Un'ultima considerazione sulle dimensioni: meglio non esagerare! In tutti
i sensi! Se, infatti una tenda troppo grande diventa pesante (se fate del
trekking i grammi contano) e scomoda da montare, una troppo piccola si
trasforma in una vera tortura. Il mio consiglio è di sceglierne una più
grande di circa il 30% rispetto alla reale necessità, cioè se si è in due,
prendere una tenda a tre posti, se in cinque, da sette e così via. In modo
da avere un posto comodo dove tenere a portata di mano i bagagli più
importanti (maglioni, coperte, lampadine tascabili) senza aver bisogno di
uscire ed andare in macchina a prenderli, anche perchè in alcuni campeggi
l'auto non si può parcheggiare vicino alla tenda. Un altro motivo è che di
notte, se fa freddo, sulla parte interna del telo impermeabile si condensa
umidità in quantità sufficiente a bagnare i capelli o il sacco a pelo:
occorre quindi non stare proprio attaccati al telo esterno.
Per quanto riguarda i picchetti, nella tenda ce ne sono a sufficienza e di
solito sono i cosiddetti "spilloni": vanno bene per qualsiasi fondo del
campeggio, tranne che nei rari casi di terreno sabbioso o ricco di sassi
(dove servono due diversi tipi di picchetti, ma, ripeto sono casi rari).
Un'ultima cosa penso sia importante specie se si è in coppia e lontano da
casa: è meglio che tutti gli occupanti della tenda siano intercambiabili
tra di loro, cioè che ognuno sappia fare ogni cosa "importante", dal
montare rapidamente la tenda al preparare da mangiare. Può sembrare
eccessivo per chi va in campeggio, ma io penso che così è più facile
scambiarsi le incombenze più noiose ed è un buon allenamento se intendiamo
in futuro andare al Camel Trophy.
I sacchi a pelo
Se si va al mare penso che non servano, basteranno delle coperte
leggerissime, ma io, ripeto, non ho esperienza in questo campo. Se si va
in collina o più su, un sacco mediamente caldo non guasta. Anche qui, se
si esagera in un senso o in un'altro ci si congela o si fa la sauna ogni
notte, con lo spiacevole effetto di dare l'impressione agli altri (leggi
ragazze) di non saper sopportare una notte "diversa". A me hanno rifilato
un sacco a pelo +20 modello coperta, sintetico, per circa 80000 Lire (è di
marca). I modelli coperta sono rettangolari, avvolgono meno il corpo, ma
sono altrettanto caldi e, soprattutto, sono ben accoppiabili con altri
sacchi a pelo...( cioè si possono unire ad un altro a formare un unico
sacco matrimoniale, meno caldo, meno avvolgente, ma...chissenefrega!). In
alernativa ci sono i modelli "mummia", molto più avvolgenti, meno facili
da accoppiare perchè sono più larghi alle spalle e si restringono via via
scendendo verso i piedi: li consiglio a chi non ha problemi di linea o
adora l' "effetto guanto". La cifra +20 o +40 non so ancora cosa
significa, ma con una felpa pesante ho dormito caldo anche quando in tenda
si registravano solo +4 °C! La scelta del sintetico è stata imposta dal
fatto che in montagna spesso d'estate piove ed il sacco sintetico isola di
più dall'umidità e, se bagnato, asciuga prima.
Dormire nel sacco non è difficile, tranne nel caso in cui ci si agiti nel
sonno come il sottoscritto: le prime mattine ci si ritrova annodati così
bene da essere del tutto immobilizzati (per evitare questo ogni volta che
ci giriamo da un fianco basta ruotare il sacco insieme a noi e NON ruotare
noi dentro il sacco).
I materassini
Se si è dei fachiri indiani evitare questo paragrafo. Per le persone
meno ascetiche, ma lo stesso molto addentro alla sopportazione del dolore,
consiglio materassini di espanso: hanno il pregio di essere leggerissimi e
di ricordare ogni notte al campeggiatore il sorriso velato del venditore
nel rifilarglieli. Per gli altri ci sono i materassini gonfiabili, per
tutte le tasche (ma consiglio di non risparmiare molto, i più cari vengono
35000 Lire), che oltre al confort hanno una puzza ignobile eliminabile
solo dopo ripetuti ammolli in acqua. Qualche edonista non si accontenta
del materassino e si porta anche qualche cuscino da auto. Anche qui i
gusti sono determinanti nelle scelte...
Sedie e tavolini
Possono essere quelli del pic-nic dei nostri nonni oppure basta
spenderci poche lire. Ad esempio per le sedie vanno benissimo quelle in
dotazione all'universitario medio che voglia stare a sedere a lezione
senza alzarsi insieme ai panettieri.
Fornelletti e compagnia
Servono: un fornelletto a gas da campeggio (anche uno piccolo in un
quarto d'ora scalda un pentolone d'acqua da 4°C a 100 °C), un paravento
piccolo (noi non lo abbiamo, ma abbiamo invidiato molto la serenità di chi
non era costretto a riaccendere la fiamma trenta volte al secondo), una
lampada a gas (utile in caso di veglie al chiaro di luna quando è luna
nuova o per cori attorno ad una chitarra visto che spesso è proibito
accendere fuochi con la legna), un set di normali posate (diffidate dai
coltellini multiuso: per mangiare in campeggio sono solo ridicoli), almeno
due contenitori ermetici di plastica (dove riporre ciò che sarebbe facile
preda di formiche), tinozza (dove lavare i piatti), piatti di carta ed
altre cose che possono dipendere dalle vostre abitudini a tavola. E'
meglio, inoltre, dotarsi di due bottiglioni di plastica da riempire
d'acqua e lasciare al sole vicino alla tenda: serviranno da scalda-acqua
solari permettendo un notevole risparmio di tempo e gas nella cottura
della pasta.
Bagno e doccia
Indispensabili dei borselli da bagno. Anche se non scandaloso non è
certo molto elegante andare in giro con il rotolo della carta igienica
rischiando che i bambini (onnipresenti nei campeggi) inizino a dire a
squaciagola:"DOVE VAIIIII? E PEEECCHE' TI PORTI QUELLO?".
Servono poi accappatoi e asciugamani, dimenticate in questo caso le
abitudini di casa: l'accappatoio è una necessità specialmente se la doccia
dà direttamente all'aperto proprio davanti ai lavatoi dove schiere di
uomini, donne e bambini stanno festosamente lavando i piatti.
Varie
Per varie intendo un minimo di attrezzi come pinze, cacciaviti,
coltellacci, spago (utile per stendere i panni), martello (per i picchetti
e per i campeggiatori rumorosi), nastro tipo american tape (è una manna se
si strappa la tenda e se i vicini sono troppo loquaci), bombolette per il
gas, 2 teloni di incerata (uno per stare fuori della tenda in caso di
pioggia, l'altro da mettere sotto la tenda per proteggerla dai sassi
aguzzi e dall'umidità stagnante). Non guasta nemmeno una scatola con le
medicine più comuni e con cerotti, tanti cerotti...!
Macchina
Beh se non l'avessi scritto mi avrebbe camperso la coscienza.(In caso
di qualsiasi emergenza è sempre il luogo più caldo e sicuro dove andare,
un po' come la cabina della Sip, ohps Telecom).
Come è e come ci si regola
Per chi non lo sapesse di solito i campeggi non si prenotano. Meglio,
si prenotano i posti migliori, ma spesso nessuno garantisce niente anche
se è difficilissimo venir lasciati per strada (capita solo nelle località
più affollate o nei campeggi più piccoli), è comunque meglio telefonare
prima di mettersi in viaggio. Sulle Alpi (oltre i 1500m) spesso consiste
in un prato o in un boschetto neanche recintati, dotati dei servizi
essenziali, ma questo è un aspetto proprio della montagna (se si va al bar
prima si consuma, poi il barista ci chiede ciò che abbiamo preso: a Roma
un bar del genere durerebbe mezza giornata).
Lo spaccio
Quasi tutti sono dotati di spaccio interno, leggermente più caro (ma
dipende...) dei negozi, ma aperto fino a tardi.Ci si trova di tutto dai
meravigliosi sughi pronti (attenzione al fegato!) alle provvidenziali
bombolette per il fornelletto (finiscono sempre quando è notte, piove e si
è appena calata la pasta), ma anche pannolini per bambini, saponi e
detersivi. Una nota a parte merita il pane fresco: spesso si ordina il
giorno prima, conviene quindi farlo non appena si arriva al campeggio o,
almeno, informarsi subito.
Le docce e l'acqua calda
Al primo campeggio dove arriviamo vogliamo farci la doccia, cinquecento
chilometri col caldo d'agosto non sono pochi! Domandiamo in direzione e ci
dicono che le docce calde si pagano. Benissimo, costano 2000 Lire, ma
quanto durano? Mah, dipende... sono ventuno litri di acqua calda da
miscelare con la fredda... di solito avanza sempre! Ok, ne prendiamo un
gettone ciascuno, visto che domani ripartiamo non vorremmo trovarci
gettoni in più.Gravissimo errore.Entro nella doccia, inserisco il gettone
e mi inizio a lavare,mentre mi insapono chiudo l'acqua usando un tasto di
interruzione, come guidato da un presentimento. Riapro per sciacquarmi e
mentre sto passando sotto il getto i capelli e la schiena ecco che sento
un "clang": subito arriva la gelida sorpresa. Anche ad un monaco buddista
con il voto del silenzio sarebbe partito un bestemmione. A me no. Ho
troppo freddo, l'acqua, quel campeggio a 1800 m, la prende direttamente
dal ruscello che a sua volta viene dal ghiacciaio del Monte Bianco. Potrei
uscire nudo e urlante dalla doccia, se non altro mi scalderei. Mi sciacquo
con i cubetti di ghiaccio. Morale: non fidatevi troppo della direzione
quando decanta l'efficienza e la tecnologia dei suoi impianti.
Sistemazione della tenda
Di solito la piazzola dove piantare la tenda è assegnata, altre volte
c'è una certa libertà di scelta e non esistono vere e proprie piazzole. In
questi ultimi casi conviene attenersi rigidamente a delle regole pratiche:
a) studiare la conformazione del terreno per evitare di piazzare la tenda
in una conca o sul letto di un ruscelletto o in zona caduta massi.
b) se il terreno è in pendenza disporre la tenda in modo che i piedi siano
più in basso o, meglio, in modo che la testa sia allo stesso livello dei
piedi (basta mettersi di traverso: anche se sembrerà di dormire su piani
diversi sarà sempre meglio del mal di testa o dei piedi gonfi la mattina
dopo).
c) studiare attentamente i vicini (le coppie con o senza bambini vanno
evitate, se non sono rumorosi i bambini potrebbero esserlo i genitori...)
[ Alcuni miei amici, tutti maschi, sono stati tenuti svegli per una
settimana da mugolii e urletti e nessuno ha avuto il coraggio di
protestare in direzione; poi non dite che non vi avevo avvertito!].
d) non appiccicarsi comunque a nessuna tenda altrui perchè in ogni caso si
ha diritto ad un minimo di privacy.
e) curarsi che la nostra tenda non sia proprio sul passaggio delle
macchine, possibilmente neanche su quello delle persone e che abbia
intorno uno spazio sufficiente per parcheggiare l'auto e per tavolini e
compagnia.
Montaggio del tutto
Piccoli suggerimenti per i picchetti della tenda e per i materassini.I
picchetti servono a tenere inchiodata la tenda al suolo, ma anche ad
ancorare tiranti supplementari contro il vento: evitate di piantarli a più
di trenta centimetri dalla tenda, potrebbero costituire delle formidabili
trppole per voi stessi. Io sono inciampato e caduto due volte sulla tenda
(che collaudo eh?) proprio perchè il tirante, nero, era ad una distanza
esagerata dalla tenda stessa, che, per fortuna, ha retto anche a questo
stress.
In montagna c'è una grande escursione termica tra giorno e notte, se
quindi gonfiate troppo i materassini la sera dopo sembreranno più sgonfi.
Questo perchè sotto il sole nella tenda si raggiungono facilmente i
quaranta gradi, la pressione nel materassino aumenta e un po' d'aria
fuoriesce. Di notte, specie se è sereno e si è sopra una certa quota, si
può arrivare anche a quattro gradi: quindi il materassino ci sembrerà
molle. Il trucco sta nel non gonfiarlo al massimo in modo che con la sua
elasticità possa sopportare le escursioni termiche senza perdere aria. E'
quindi inutile pompare ogni sera per mezz'ora alla ricerca di una rigidità
da materasso ortopedico.
Vita da campeggiatori
I campeggiatori, ho notato, si dividono in due grandi categorie: quelli
delle tende e gli altri.Nella prima categoria spesso ricadono coloro che
vedono la vacanza come un momento per fare cose insolite che mettano alla
prova il fisico e lo spirito, amano la natura e il dormire all'aria aperta
(la tenda ferma solo la pioggia e neanche sempre), sono di tutte le età e
classi sociali (vicino noi campeggiava una coppia di sessantenni), non
hanno eccessivi pudori e di solito sono molto socievoli e solidali tra
loro, l'unico difetto è che, talvolta, sono un po' esaltati. Nella seconda
oltre a persone come a quelle appena descritte ci sono purtroppo anche i
cosiddetti "rulottari" (termine dispregiativo che non riguarda però il
fatto di possedere una roulotte, ma, ripeto, il fatto che tra coloro che
hanno la roulotte alcuni sono così), per loro chi ce l'ha più grossa è
meglio degli altri, guardano con disprezzo i "pezzenti" delle "tendine" e
non li capiscono proprio. Loro sì che se la godono! Hanno il bagno in
"camera", possono cucinare seriamente, dormono al chiuso e sono stanziali.
Sì, rimangono tutta l'estate in un posto, spesso lo stesso degli ultimi
dieci anni. Trasformano addirittura il loro mezzo in una specie di
villetta con tanto di staccionata e passano la loro vacanza a
chiacchierare delle stesse cose con le stesse persone.
De gustibus... (Traduzione romana: Tutti li gusti so' gusti, diceva quello
che se sedeva sulli parafurmini...). Il bello della tenda è che, se sei
stufo, in mezz'ora sei pronto per partire e, mentre con un caravan devi
assolutamente prenotare, una "tendina" non la rifiuta mai nessuno, anzi
spesso fanno lo sconto sul prezzo della piazzola. La cosa più divertente è
proprio vagabondare da un luogo all'altro senza programmi fissi e senza
spendere un patrimonio. Spirito da Easy Rider a parte, posso dire che se
c'è il sole la vita da campeggiatori è una vera pacchia. Ci si alza, si
mangia qualcosa, ci si mette stesi sull'erba e si prende il sole parlando
di cose insulse, poi, quando si è toccato il fondo con le banalità, si va
all'immancabile campetto da pallavolo e si cerca di organizzare una
partita, quando si sono fatte le squadre è tempo di pranzare. Il pranzo
dura dalle due alle tre ore, perchè come minimo si rovescia due volte il
pentolone della pasta (immancabili spaghetti) e poi bisogna prima
preparare tutto. I piatti si laveranno poi (questo significa appena prima
del prossimo pasto, che, per pigrizia, si deciderà di fare a panini). Si
gioca finalmente, ci si va a fare la doccia ed ecco che tramonta il sole e
si deve preparare la tenda... Dopo un giorno di questa vita anche il più
pigro dei pigri decide di alzarsi all'alba (dipende cosa si intende per
alba...) e andare a fare il turista nei dintorni. Se poi si ha accanto una
ragazza soprannominata la Stachanov dell' escursione in montagna si può
facilmente immaginare cosa si è costretti a fare!
Gli insetti
Presenza costante e ubiquitaria gli insetti non rappresentano poi un
grande problema, basta un pò di buon senso. Intanto quasi tutte le tende
che non siano proprio del Giurassico sono dotate di zanzariere alle
aperture: si può così cambiare l'aria lasciando fuori formiche e
compagnia. Se poi, però, si verificasse un'infiltrazione basterà svuotare
la tenda e sbattere i sacchi per stare tranquilli. Certo è meglio non
sbriciolare o lasciare immondizia o cibo non sigillato vicino alla tenda,
ma questo mi pare ancora più ovvio di quanto, già ovvio, detto finora.
La pioggia
Se piove un giorno, non succede nulla, basta avere l'accortezza di non
bagnare dentro la tenda mentre si entra con i K-way bagnati. Se piove per
due giorni, si organizzeranno tornei di traversone. Se piove ancora più a
lungo e le previsioni sono fosche si va alla direzione, si telefona al
primo campeggio col sole, fosse anche a seicento chilometri, si paga il
conto e si parte (le nuvole ci seguiranno sicuramente, ma almeno avremo
regalato il sole ai nostri ex vicini di campeggio!).La cosa più bella è se
piove di notte e di giorno è sereno: si può godere il ticchettio della
pioggia sul telo, sfruttandone gli effetti romantici sul partner, mentre
stiamo al caldo e i tuoni squassano l'aria, e la mattina si possono fare
le gite o le partite normalmente.
I bagni
Per chi, come me, non ha fatto il militare questa è la prima esperienza
seria di cameratismo da bagno. Capita di vedere la gente mentre compie i
gesti più intimi e ripetitivi e ci si accorge di quanto siamo diversi e al
tempo stesso ci somigliamo.Di solito ci si lava in schiere di lavandini,
gli uomini da una parte, le donne dall'altra. I bagni, anch'essi in
schiera, sono quasi ovunque alla turca: dopo le prime volte, in cui si ha
la sensazione di caderci dentro o, peggio, di essersela fatta sui
pantaloni, ci si abitua. Non esistono bidet. Bisogna accontentarsi della
doccia, che diventa necessariamente un'esperienza quotidiana. L'acqua
calda spesso si paga: c'è un contatore che eroga tot litri all'inserimento
di un gettone. Consiglio di fare la doccia in orari in cui se la fanno
anche altri, si rischia altrimenti di pagare per calda l'acqua che,
raffreddatasi nei tubi dall'ultima volta che è stata aperta, invece ci
arriverà tiepida. Spesso poi avanza effettivamente dell'acqua calda a chi
ha inserito una palata di gettoni per paura della doccia scozzese, non è
quindi raro farsi una bella doccia calda a sbafo.
Valerio Amendolagine
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